Data 20/11/2009A Trento si parla del nuovo Patrimonio dell'Umanità: le Dolomiti
Tutta la regione è in fermento. Ora che l’Unesco è arrivato in Trentino, le vacanze tra i Monti Pallidi diventano “ambientaliste”Amica. Lei web
di Alessandra Turci
È un patto d’amicizia e rispetto quello che i trentini hanno stretto con la natura delle loro montagne. Da sempre. Ma da quando i Monti Pallidi sono diventati un “monumento del mondo”, è necessario fare di più. Il marchio di qualità apposto dall’Unesco sulle Dolomiti come nuovo Patrimonio Naturale dell’Umanità ha suscitato grande fermento e partecipazione.
Così, il 13 novembre a Trento erano in moltissimi ad assistere al seminario Dolomiti. Paesaggio e vivibilità in un Bene Unesco, voluto dall’assessore Mauro Gilmozzi. Istituzioni, associazioni culturali, responsabili di parchi e musei, scuole e promotori turistici hanno discusso sulle responsabilità che comporta avere “in casa” un Bene di tale prestigio che, con i suoi 231 mila ettari di vette, è considerato uno dei paesaggi montani più belli e vari del mondo.
La difficoltà maggiore sta nel trovare un giusto equilibrio tra turismo e rispetto dell’ecosistema. Questo punto ha messo tutti d’accordo, ma non è difficile pensare che la soluzione sia già a portata di mano. In fondo si sa: il Trentino è "bio", e l’attenzione al territorio è notevole: benessere e spa, impianti sciistici, hotel, enogastronomia, tutto qui è al naturale. Le Dolomiti del Brenta, fiore all’occhiello della regione e uno dei nove gruppi dolomitici inseriti nella lista del World Heritage, sono al sicuro.