tsmNewsletter 04: La formazione post-laurea in tsm

RBL - research based learning

La prospettiva RBL si basa sull’idea di impostare un percorso di formazione sulla ricerca, anziché fare di un’eventuale esperienza di ricerca solo una delle componenti di un’azione formativa.

La prospettiva è sorretta da una scelta a creare le condizioni per un approccio non riduzionista e non istruzionista all’apprendimento. Tali condizioni vengono individuate nella creazione di azioni formative basate decisamente sulla ricerca di campo praticata e, quindi, sul riconoscimento mediante il lavoro d’aula e lo studio, delle interdipendenze tra immersione e astrazione nella costruzione della conoscenza.

Sono la capacità ipotetica e il sistema sociale di apprendimento gruppale gli aspetti fondativi essenziali della prospettiva RBL, come vedremo, mentre gli apparati disciplinari vengono utilizzati al servizio del processo di scoperta individuale e di gruppo.

In alcune edizioni di percorsi formativi di lunga durata, master post-laurea per lo sviluppo di competenze manageriali, abbiamo curato l’attivazione di un approccio RBL, programmando e disponendo l’intero percorso di formazione secondo questa prospettiva.

Una particolare attenzione è stata riservata a come i partecipanti entrano nel percorso formativo, sostenendo la loro possibilità di collocarsi nello spazio e nel tempo dell’esperienza che si accingono a vivere. Le possibilità di scoperta sono sempre connesse alle possibilità di essere collocati in uno spazio e in un tempo che senza disorientare, risultino sufficientemente sollecitanti e capaci di aiutare ad elaborare le dissonanze e le discontinuità.

Iniziare è entrare in un mondo nuovo e le cose che accadono nei primi momenti sono decisive per la codificazione dell’esperienza e l’emergere delle motivazioni ad investire che accompagneranno l’intero percorso. I partecipanti si riconoscono così in un mondo nuovo e hanno la possibilità di vivere un comune destino di gruppo, in cui la gruppalità agisce con i suoi vincoli ma anche consentendo possibilità evolutive.

La creazione di un contesto di apprendimento, di una situazione formativa, viene affrontata anche mediante la presentazione e lo sviluppo degli essenziali basic teorici in forma introduttiva, che più di una trasmissione di saperi codificati tendono a svolgere una funzione di punteggiatura del contesto stesso, tendono a generare i codici per costruirlo.

Uno degli scopi principali di questa fase dell’azione formativa riguarda la creazione di un processo di ibridazione tra conoscenze implicite e nuove conoscenze, la creazione di opportunità di traduzione che non tendano tanto alla specularità, quanto alla ridondanza e alla discontinuità, all’emergenza di domande. I basic svolgono inoltre un ruolo di avvicinamento e sostegno all’attivazione del percorso di ricerca.

Il gruppo viene aiutato, infatti, ad assumersi il compito di realizzare una ricerca. Per questo compito si trova di fronte all’esigenza di riconoscersi come gruppo di ricerca, di apprendere gli aspetti essenziali del metodo e di individuare e definire l’oggetto di ricerca, nonché di appropriarsene in maniera approfondita.

La progressione da gruppo a gruppo di apprendimento fino a gruppo di ricerca richiede un particolare sostegno al riconoscimento delle capacità disponibili, in quanto vi è già un gruppo che diviene più capace mentre riconosce meglio ciò che sa e può fare.

Applicare le capacità gruppali ad un oggetto di ricerca rilevante è un’esperienza trasformativa per il gruppo; la trasformazione può essere supportata in diversi modi, dal counselling individuale alle attività di socializzazione orizzontale delle conoscenze e competenze disponibili, con lo scopo di aiutare il gruppo ad aiutarsi.

Fin dalla definizione dell’oggetto di ricerca, individuato tra le questioni più rilevanti relative al contenuto del percorso di formazione e condiviso in partnership con una o più istituzioni e organizzazioni del contesto locale o internazionale, un particolare rilievo assume la valutazione dei risultati provvisori e il loro riconoscimento.

Ciò consente di accedere al valore dell’esperienza di formazione e ricerca, anche mediante la possibilità di presentare agli altri, partner e interlocutori, i risultati in via di conseguimento.

Un ruolo peculiare in questo processo è quello del partner committente con cui viene concordata l’azione di ricerca. La funzione di questa presenza è in particolare quella di rendere concreta l’azione, pur mantenendo per l’intera iniziativa una centratura sull’apprendimento, mentre la risposta alle aspettative del partner committente fanno da sfondo ma catalizzano il processo. Una presenza peculiare nel gruppo dei conduttori, come quella dell’assistente alla ricerca di campo, cura in particolare l’applicazione del metodo di ricerca all’oggetto concordato e costituisce un importante riferimento per il gruppo in una fase di impegno particolare.

L’azione di ricerca di RBL si svolge per fasi e le questioni rilevanti che emergono in ogni fase di immersione nel campo divengono la base per gli approfondimenti teorici e le lezioni che si sviluppano in aula. Le aree disciplinari sono messe in tal modo al servizio delle questioni emergenti dalla ricerca ed entrambe queste dimensioni, ricerca e lezioni, rispondono alle progressive domande di apprendimento che gli allievi elaborano.

Le attività di valutazione e restituzione svolte in ogni fase sono centrate sul modo in cui il gruppo ha combinato teoria e ricerca, mentre ha sviluppato approfondimenti mediante lo studio di testi appositamente individuati. La verifica è finalizzata inoltre ad evidenziare ciò che manca e si può ulteriormente sviluppare, ai modi di ridefinire il percorso e promuovere nuovi intrecci tra approfondimenti teorici e successive fasi di ricerca.

Il programma consiste in uno strumento flessibile che viene adattato all’evoluzione del percorso, affrontando le molteplici difficoltà che ciò comporta in particolare per quanto riguarda la continua definizione e ridefinizione degli obiettivi di apprendimento.

La conclusione del percorso corrisponde alla realizzazione di un progetto individuale che affronta un aspetto particolare del progetto generale intorno a cui si è svolto il processo RBL.


Svolgere un’attività di RBL vuol dire cercare di valorizzare la capacità ipotetica ed esplorativa del singolo e del gruppo, piuttosto che la posizione di ricezione ed elaborazione passiva e prescrittiva.

Vuol dire riconoscere l’apprendimento come una costante e ricorsiva elaborazione del conflitto: interno alle persone, tra equilibri conoscitivi disponibili e nuove conoscenze; tra patrimoni conoscitivi di persone diverse, e a livello gruppale.

Un percorso formativo RBL tende a valorizzare le opportunità di riconoscimento piuttosto che i processi istruttivi, creando costanti possibilità di rientro nell’esperienza conoscitiva individuale e nel rapporto mente-cultura in un gruppo.

Questa ipotesi nasce al punto di confluenza tra due aspetti:

  • la mancanza e l’insoddisfazione nella gestione di percorsi formativi di lunga durata secondo gli approcci tradizionali o secondo i tentativi più o meno efficaci di mettere in discussione l’approccio tradizionale con integrazioni spesso sporadiche, orientate a rendere attivo un percorso di apprendimento sviluppato in forme prevalentemente passivizzanti.
  • l’accoglienza dei suggerimenti provenienti da più discipline sull’importanza di mettere al centro i modi naturali di apprendere per cercare di migliorare l’insegnamento.

Entrambi gli aspetti hanno concorso a generare l’idea, oggi sperimentata attraverso più azioni, di usare la ricerca applicata e di campo come strumento didattico per gestire un percorso formativo e quindi favorire il processo di apprendimento di un gruppo.



Estratto da Dal Lago, L., Morelli, U., (2001), “RBL. Research Based Learning. Un contributo al miglioramento della didattica e al sostegno all’apprendimento nei percorsi formativi avanzati di lunga durata per le organizzazioni dei servizi”, in For, n. 50.