Data 20/06/2011

STEP, il passo dal luogo al paesaggio

Intervista a Ugo Morelli. Di Catterina Seia e Chiara Tonin, SusaCulture project

Psicologo del lavoro e dell'organizzazione, della creatività e dell'innovazione, Ugo Morelli ha focalizzato la propria ricerca sul concetto di paesaggio inteso come relazione tra individuo- ambiente, come spazio di vita, luogo dell'interazione sociale, della vivibilità e della qualità della vita.

Nella prossima primavera uscirà per  Bollati Boringhieri il suo nuovo libro "Mente e paesaggio", uno studio sulle trasformazioni della vivibilità umana sul pianeta alla luce della contemporaneità, che illustra, tra l'altro, la teoria alla base del progetto STEP, la Scuola di governo del Territorio e del Paesaggio, di cui Ugo Morelli ha la presidenza del comitato scientifico, a Trento.

Contrario a parole abusate come sostenibilità e a una visione nostalgica del patrimonio e della tradizione, la domanda fondamentale per Ugo Morelli riguarda i limiti, nelle possibilità che l'uomo è in grado di darsi per passare con leggerezza nel paesaggio, pur lasciando una traccia, una testimonianza del suo passaggio per le generazioni future.

Professor Morelli, come nasce STEP, la Scuola di governo del Territorio e del Paesaggio di Trento?
Il concept è stato ideato circa cinque anni fa con la pubblica amministrazione della Provincia di Trento. La scuola, diretta da un comitato scientifico che coinvolge le diverse categorie di stakeholder per la gestione del territorio, è partita da due anni realizzando due programmi di attività formativa. L'idea centrale del progetto riguarda il modo in cui oggi cambia la vivibilità nei singoli territori, dove per vivibilità intendiamo le diverse modalità di emersione dell'equilibrio tra uomo, ambiente e risorse economiche.

Un equilibrio spesso descritto con il termine sostenibilità...
Sostenibilità è un concetto vuoto, non misurabile e difensivo; un concetto particolarmente scivoloso e pericoloso: è altamente appagante e, se accostato alla parola sviluppo, mette a posto le coscienze. Eppure il concetto di sviluppo implica, per sua stessa natura, la perturbazione di un equilibrio. È da rivedere associato a quello di una crescita in cui l'uomo è parte del tutto, non più sopra le parti, sia con la natura che con gli altri esseri viventi.

Il problema va posto in termini epocali: da spazi conquistati contro la natura che, in base ai miti, alle religioni, alle credenze, ci ha visto auto- posizionarci sopra le parti, oggi dobbiamo cambiare mentalità per ri-conquistare un rapporto con la natura, aggiungere la bellezza di essere parte del tutto, mettendo in discussione una mitologia che è persino difficile sapere quando è stata imposta.

A partire da queste ipotesi, la Provincia Autonoma di Trento, che conta 510.000 abitanti, ha compiuto alcune scelte fondamentali per ridefinire il governo del territorio: ha posto al centro del Piano Urbanistico il concetto di paesaggio, ha favorito il coordinamento del territorio sul piano amministrativo attraverso la creazione di 14 Comunità di Valle e ha istituito STEP per l'alta formazione.

Che cosa significa porre il paesaggio al centro del Piano Urbanistico?
Significa concepire il paesaggio come un codice di lettura, uscendo dall'idea di paesaggio come stilema, come cartolina, per cercare di entrare in una prospettiva di paesaggio come spazio di vita, luogo dell'interazione sociale, scelto dai giovani grazie all'alta qualità della vita. La fuoriuscita da una visitazione cartolina significa soprattutto affrontare la grande problematica della cosiddetta tradizione. Spesso ci dimentichiamo che la tradizione è un'innovazione riuscita e continuiamo a celebrare il passato sterilmente. La memoria è fondamentale in quanto è il fondamento del futuro e il paesaggio è al centro in quanto luogo che non è esterno agli esseri umani, ma interno, e frutto delle loro scelte responsabili.

Questa capacità di visione, che si è tradotta in scelte politiche, ha portato a candidare le Dolomiti come Patrimonio dell'Umanità UNESCO e a ottenere questa importante certificazione internazionale.

A quali risultati ha portato l'istituzione delle Comunità di Valle?
La Provincia di Trento conta 223 comuni che in passato costituivano una realtà con difficoltà di governo, ricca di campanilismi e conflitti. Oggi si è raggiunto l'obiettivo di avere un governo concertato del territorio con decisioni prese su scala locale ma non solo comunale.

Perché la nascita di una scuola d'alta formazione per il governo del territorio e del paesaggio?
Perché il primo problema è quello di creare una nuova cultura del paesaggio e di governo del territorio e per farlo bisogna lavorare sull'apprendimento. STEP si pone l'obiettivo di formare i tecnici - architetti e ingegneri — e i membri delle commissioni urbanistiche delle Comunità di Valle affinché diventino esperti di paesaggio. La legge provinciale conferisce all'esperto di paesaggio delle commissioni urbanistiche delle Comunità di Valle un diritto di voto rinforzato sulle decisioni politiche riguardanti ogni mutamento del paesaggio.

La seconda azione formativa di STEP è la creazione di una figura ex novo: il facilitatore, chi lavora all'interno della Comunità di Valle per favorire decisioni concordate, un mediatore per la cultura del paesaggio. A oggi ogni Comunità di Valle presenta almeno un facilitatore.

Quale, invece, la proposta per i giovani?
STEP fa parte di tsm-Trentino school of management che dedica ai giovani laureati il MART>MAC Master in Landscape, Art and Culture Management, quest'anno all'ottava edizione.

Sviluppato in partnership con il MART - Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, il Master forma neo-laureati alle teorie, metodi e strumenti manageriali innovativi, adatti alla gestione delle istituzioni che si occupano di ambiente e paesaggio e dei patrimoni degli eventi dell'arte e della cultura.

Le caratteristiche distintive del percorso mirano allo sviluppo di competenze innovative e di metodi applicativi, favorendo l'inserimento professionale, secondo modalità differenziate, nei processi di governo e gestione del paesaggio, del territorio e delle istituzioni dell'arte e della cultura.

Inoltre, per il 2011 abbiamo sviluppato un progetto formativo dedicato a tutti: per promuovere una cultura del paesaggio in ciascuna Comunità di Valle abbiamo creato un prodotto di animazione con protagonista Dolomì, una marmotta ideata da un'ex allieva del Master MART>MAC, che, come fu Braccio di Ferro per i modelli alimentari americani, rappresenterà la chiave simbolica per un cambiamento culturale presso le scuole, le istituzioni di volontariato, le chiese.

In che misura i privati possono partecipare a un progetto come STEP?
I professionisti privati sono parte integrante del progetto in quanto utenti. STEP è un'operazione pubblica perché il paesaggio è un bene comune; una scelta politica qualificante per l'amministrazione.

STEP è un modello esportabile in altri territori?
STEP è un progetto esportabile in quanto "modello" considerando, tuttavia, che l'autonomia legiferante della Provincia di Trento ha supportato la sua realizzazione.

La rete internazionale e l'ottimo rapporto con gli ordini professionali del territorio costituiscono la risorsa fondamentale per la sua implementazione e il buon andamento del progetto.