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Luca Comper

Dirigente Generale del Dipartimento organizzazione, personale e innovazione, Provincia autonoma di Trento.

Flavio Guella

Professore associato in Diritto costituzionale e pubblico presso la Facoltà di Giurisprudenza, Università di Trento.

Mauro Marcantoni

Sociologo e giornalista, dal 1998 dirige l’Istituto per l’Assistenza allo Sviluppo Aziendale (I.A.S.A.) di Trento.

Elisa Bertò

Funzionaria presso il Servizio minoranze linguistiche e relazioni esterne, Provincia autonoma di Trento.

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Ilaria Perusin
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Lessico dell’autonomia

COLLANA

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ALTRO DA SAPERE

Indice

Presentazione
Premessa
Introduzione

I. Concetti generali
II. La specialità regionale
III. Le fonti dell’autonomia
IV. Le funzioni dell’autonomia
V. Le istituzioni dell’Autonomia
VI. Il ruolo dello Stato-ordinamento nei confronti delle Autonomie

Presentazione

Maurizio Fugatti, Presidente della Provincia autonoma di Trento

L’Autonomia della Provincia autonoma di Trento, con il suo complesso sistema di norme, risorse e dotazioni umane e finanziarie, non è un’istituzione chiusa in se stessa. Al contrario, rappresenta un sistema dinamico e interconnesso, aperto a due dimensioni fondamentali e complementari: da un lato, alla sua storia, cultura e visione del presente e del futuro; dall’altro, ai suoi cittadini, famiglie, comunità e imprese. Quindi gli assetti istituzionali, la cultura storica, il popolo, le comunità e le realtà
economiche che abitano e operano in Trentino sono parte integrante di quel patrimonio condiviso che è l’Autonomia. Tutti – soggetti pubblici e privati, singoli cittadini e associazioni – sono elementi costitutivi di questo patrimonio, che necessita di  parole chiave in cui riconoscersi e identificarsi, in cui trovare quel sentire condiviso che contraddistingue il nostro stesso essere come Istituzioni e come Comunità.

Il volume che presentiamo, il Lessico dell’Autonomia trentina, si propone quindi di esplorare i contenuti evocati da queste parole chiave, che non sempre risultano chiare a coloro che – cittadini in primis – sono chiamati a comprenderle e tradurle in scelte concrete e comportamenti tangibili. L’autonomia, dunque, non è solo un linguaggio settoriale, o non lo è più una volta che la comunità prende possesso effettivo della vita delle proprie istituzioni. Se un lessico scientifico è per sua natura preciso, scarsamente stratificato, il lessico tecnico-culturale dell’autonomia si presenta in questo senso come particolare: è sì un insieme di termini che richiamano concetti tecnico-giuridici precisi e univoci, ma al contempo assume anche una valenza politico-culturale e sociale più ampia. E le due dimensioni, quella tecnica e quella politico-culturale, devono conservare la coerenza di significato e di significante: una coerenza ricercata in ogni parola e che rappresenta il fattore innovativo del volume.

Per far sì che il messaggio del libro sia compiuto ed efficace, è cruciale che dietro ogni parola dell’autonomia ci sia una chiara comprensione di cosa un istituto rappresenti in termini tecnici e cosa la parola stessa evochi in relazione alla cultura
autonomista. Questa coerenza è essenziale in una fase dove da un lato la chiara percezione di cosa ci sia a monte del complesso, e a volte difficilmente decriptabile, apparato istituzionale autonomistico è per i cittadini non semplice e immediata.
Dall’altro, chi lavora nelle istituzioni si trova sempre più spesso in difficoltà nel cogliere, e interpretare, i valori e i significati del far parte non solo di un’istituzione, ma anche di una storia e di una cultura dotata di valori e di una ineludibile missione.

La difesa e la promozione dell’autonomia passano pertanto anche da una consapevolezza diffusa, a tutti i livelli, del suo significato nello “spirito” più ampio e attuale, sia in termini più generali, che rispetto all’esercizio concreto delle nostre prerogative di autogoverno.

L’auspicio è che la lettura di questo Lessico possa essere un’opportunità per cogliere la ricchezza dell’autonomia di cui siamo responsabilmente e orgogliosamente dotati nei molteplici significati che essa racchiude: storici, ma anche giuridici e istituzionali e, al contempo, anche sociali ed economici.

Premessa

Francesco Barone, Presidente TSM-Trentino School of Management

L’autonomia del Trentino, sancita e garantita nel quadro della Regione Trentino-Alto Adige insieme a quella della Provincia di Bolzano, rappresenta un unicum nel panorama nazionale: l’assetto autonomico speciale, infatti, è presidiato non solo
dall’ordinamento nazionale ma anche sul piano internazionale dal noto Accordo De Gasperi-Gruber.

Nel trattare questo argomento essenziale per questo territorio e per la sua comunità, ci si può approcciare guardando da prospettive diverse, fra loro non esclusive bensì complementari.

Da un primo angolo visuale, infatti, parlare di autonomia vuol dire parlare dei valori, delle tradizioni, delle peculiarità più intime e della storia della gente trentina.

Essa rappresenta, quindi, il simulacro della tradizione di un popolo di confine, che per posizione geografica e contesto geopolitico nel corso della propria storia ha sviluppato una forte predisposizione all’autogoverno. E non deve trarre in inganno il riferimento alla tradizione che potrebbe riportare alla mente un’idea di staticità; al contrario, tale riferimento deve essere interpretato nel senso più profondo e più fecondo: un momento fondamentale di traduzione intergenerazionale della propria identità o, se si vuole parafrasare Berman, come «un senso di incompiuta continuità storica fra passato e futuro»; e proprio questa incompiutezza offre il dinamismo e l’attualità di un passaggio ideale di testimone di generazione in generazione.

Diversamente, il tema dell’autonomia del Trentino può essere affrontato da altra prospettiva, certamente meno carica di significato ideale ma non meno influente. Infatti, il sistema delle autonomie nel nostro assetto costituzionale deve essere analizzato e considerato in quanto strumento di governo del territorio, al pari del decentramento amministrativo. Anche qui, due assetti non necessariamente antitetici ma anch’essi complementari. Guardando in tal modo all’autonomia del Trentino e lasciando volutamente da parte le implicazioni ideali, rimane sullo sfondo un’altra persuasiva ragione giustificativa della nostra speciale autonomia, fondata semplicemente sulla qualità che tale sistema ha prodotto. Infatti, tanto più il Trentino è efficiente, equo, con un’Amministrazione di livello e con un’alta qualità della vita dei trentini, tanto più il sistema autonomistico è forte anche nel dibattito pubblico e politico. Ed è proprio l’autonomia virtuosa che in quanto tale può reggere il confronto e vincere la sfida del tempo in un contesto anche sovranazionale che tende a lasciar sfumare le particolarità dei territori, sacrificandone le specificità sull’altare della globalizzazione.

E’ proprio in questo contesto complesso che è necessario costruire anche un lessico dell’autonomia, una grammatica comune non solo per gli addetti ai lavori ma anche a uso dei cittadini. Così, fugando anche la naturale vaghezza dei termini, un lavoro di questo tipo diventa uno strumento per difendere e valorizzare la nostra autonomia, dissipando equivoci e impedendo semplificazioni strumentali. Il suo valore divulgativo, quindi, è racchiuso nella capacità di colmare un vuoto fra gli addetti ai lavori e la comunità che anche si deve confrontare con i significati più intimi di ogni meccanismo istituzionale che non devono essere ridotti in parole – magari giornalisticamente efficaci – ma che ne fanno perdere sia la cifra concettuale sia la portata operativa.

Se l’auspicio è che le Autonomie speciali vivano una stagione di revisione degli statuti (da tempo attesa) certo è che, per costruire una consapevolezza della popolazione su tale percorso, è importante che i concetti che saranno al centro del dibattito pubblico dei prossimi mesi siano spiegati con semplicità e chiarezza, senza scivolare nella semplificazione che ne snatura i contenuti. Proprio questo è il merito di questo volume che rende accessibile questa conoscenza tramite la selezione di alcuni termini istituzionali di uso quotidiano ma che nascondono un retroterra tecnico-giuridico, storico e con importanti implicazioni economico-sociali.

Quest’opera vuole, quindi, rendere un servizio alla collettività in vista di un’autonomia speciale trentina forte, consapevole e che, innanzi all’unità e all’identità nazionale, rappresenti una inestimabile ricchezza, non in un rapporto dialettico fra Autonomia e sovranità nazionale ma in un equilibrio istituzionale che ne valorizzi la complementarietà.

Contributi

Giulia Guella, Stefania Martini, Erika Poderi

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Sociologo e giornalista, dal 1998 dirige l’Istituto per l’Assistenza allo Sviluppo Aziendale (I.A.S.A.) di Trento.

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