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Luca Comper
Dirigente Generale del Dipartimento organizzazione, personale e innovazione, Provincia autonoma di Trento.


Normative e politiche del personale della Provincia autonoma di Trento
Principi, modelli, peculiarità e giurisprudenza costituzionale
AUTORE/I
in collaborazione con
COLLANA
Centro Duplicazioni interno PAT

ALTRO DA SAPERE
Indice
Presentazione
Introduzione
Premessa
La Pubblica amministrazione tra scienza dell’amministrazione e diritto amministrativo.
Le riforme nazionali in materia di organizzazione e i loro principi vincolanti per l’Autonomia trentina.
I profili di fondo nell’evoluzione della disciplina nazionale e la loro idoneità ad essere limite.
L’evoluzione della disciplina trentina: i principali provvedimenti legislativi succedutisi nel tempo e la normativa vigente.
Le strutture organizzative fondamentali nell’assetto della Provincia autonoma di Trento.
La valorizzazione del capitale umano e intellettuale come fattore distintivo di una Pubblica amministrazione di qualità.
Dal telelavoro allo smart working.
La formazione a supporto della Pubblica amministrazione trentina.
La contrattazione collettiva nella Provincia autonoma di Trento. L’Agenzia provinciale per la rappresentanza negoziale (A.P.Ra.N).
Approfondimenti.
Presentazione
Maurizio Fugatti, Presidente della Provincia autonoma di Trento
L’esercizio concreto delle competenze della Provincia autonoma di Trento richie- de un apparato operativo che, pur essendo essenziale, si caratterizza per la sua com- plessità e articolazione. Questa complessi- tà necessita di una conoscenza adeguata, in particolare per quanto riguarda l’orga- nizzazione del personale, che rappresenta l’elemento fondamentale di ogni istituzio- ne. In quest’ottica, è utile disporre di uno strumento informativo che chiarisca le pe- culiarità, le possibilità e i limiti di una delle materie chiave per lo sviluppo dell’autono- mia e delle sue prerogative: la normativa sul lavoro pubblico, con specifico riferi- mento alla Provincia autonoma di Trento.
A tal fine, è stato realizzato questo volume informativo, che approfondisce le principali tematiche relative a questa materia, cercando di renderle facilmente consultabili, pur tenendo conto della loro inevitabile complessità e dei molti aspet- ti tecnici che le caratterizzano. La prima parte del volume esamina gli equilibri tra gli aspetti pubblicistici e privatistici del rapporto di lavoro pubblico, con un focus sulle riforme nazionali in tema di orga- nizzazione. I capitoli successivi trattano delle norme che sovraintendono all’or- ganizzazione della Provincia autonoma di Trento e del suo sistema di società ed enti collegati, per concludersi con i capi- toli dedicati al ruolo di alcuni importanti organismi nella formazione permanente del personale e nella contrattazione.
Si tratta di un ampio e articolato sistema di norme, direttive e istituti che danno l’i- dea di quanto sia delicato il passaggio dagli aspetti puramente istituzionali e normativi a quelli organizzativi e operativi. La specifi- cità e l’ampiezza delle competenze dell’Au- tonomia trentina, nella più ampia cornice regionale, evidenziano ulteriormente la sua unicità nel panorama nazionale.
Il volume si conclude con due appro- fondimenti significativi: uno sulla deli- mitazione delle competenze di auto-or- ganizzazione nella giurisprudenza sulle Autonomie e l’altro sulla recente giuri- sprudenza costituzionale riguardante la potestà legislativa provinciale primaria in materia di organizzazione degli uffici.
L’auspicio è che questo strumento in- formativo possa risultare utile ai giovani che vogliono approfondire questa temati- ca, ai lavoratori delle pubbliche istituzioni – sia amministratori che dipendenti – che desiderano rinfrescare o ampliare le loro conoscenze, e ai cittadini che desiderano interagire con maggiore consapevolezza con le istituzioni dell’Autonomia o raffor- zare la loro cultura civica.
Premessa
Per quanto riguarda la possibilità per le Province autonome di legiferare in ma- teria di personale, uffici e relativa organiz- zazione della Pubblica amministrazione, la riconduzione di tale ambito materiale a competenza primaria – sotto la copertura delle previsioni relative a “organizzazione degli uffici” (art. 8, co. 1, n. 1 dello Statuto speciale) – è stata costantemente confer- mata dalla giurisprudenza costituzionale e dalla normativa di attuazione; ciò sebbene non manchino importanti precisazioni cir- ca il rispetto della competenza statale in materia di ordinamento civile. Va peraltro notato che tale competenza, per le Auto- nomie speciali, è declinabile in termini di rispetto delle parti della normativa statale definibili come principi generali o disposi- zioni fondamentali di grande riforma, che si presentano quindi non più come “com- petenza statale esclusiva”, ma come “limi- te” alla potestà legislativa primaria.
A discapito dell’Autonomia speciale, peraltro, è comunque da registrare che la giurisprudenza costituzionale afferma che anche per gli ambiti di competenza pri- maria le disposizioni di principio o grande riforma in materia di ordinamento civile devono essere uniformemente rispettate su tutto il territorio nazionale, in ragione dell’esigenza di assicurare il rispetto del principio di uguaglianza, di modo che le stesse si impongono anche alle Regioni a Statuto speciale e alle Province autonome (cfr. ad es. Corte cost. n. 189/2007); e ciò sebbene tale efficacia uniformante operi per il loro porsi come “limiti” alla compe- tenza primaria provinciale, non per il loro essere materie di “competenza esclusiva statale”.
Resta quindi confermato che nell’e- sercizio delle competenze legislative pri- marie le Regioni a Statuto speciale e le Province autonome sono tenute al rispet- to dei principi dell’ordinamento giuridico della Repubblica, i quali ricomprendono anche profili basilari del diritto dei con- tratti. La Corte costituzionale ha tuttavia a più riprese ribadito che le disposizioni provinciali che intersecano profili civili- stici non sono incostituzionali in quanto tout court difformi dalla normativa sta- tale, ma lo sono unicamente ove si pon- gono in insanabile contrasto con il nucleo essenziale dei principi generali o delle norme fondamentali di riforma economi- co-sociale in questione, differenziando a livello provinciale la disciplina rispetto ad un profilo basilare dell’ordinamento gene- rale. In sostanza, a più riprese la Corte si è preoccupata di evidenziare come essa non intenda censurare la difformità della disciplina provinciale da quella nazionale, in sé considerata, ma unicamente la vio- lazione di limiti specifici: non tutti i profili della normativa statale vincolano il legi- slatore provinciale, ma solo quelli indivi- duabili come “nucleo essenziale”, nell’am- bito di una previsione di grande riforma, o come principi generali.
Lo Statuto speciale non disciplina quindi direttamente i sistemi con cui sono organizzate le strutture amministrative e vengono esercitate le attività di governo locali, né stabilisce in modo organico prin- cipi o regole sull’azione amministrativa e i rapporti di lavoro nelle amministrazioni provinciali: si limita invece ad assegnare alla competenza legislativa primaria il compito di sviluppare tale apparato nor- mativo, che deve tuttavia essere imple- mentato in coerenza con principi e norme fondamentali di riforma nazionali.
Sia la Regione che le Province auto- nome hanno pertanto disciplinato con legge l’ordinamento dei propri apparati amministrativi, toccando anche le tematiche del regime del personale e del- le regole sull’attività amministrativa e il relativo procedimento. In particolare, tra le normative principali che discipli- nano oggi l’assetto organizzativo della Provincia si possono ricordare la legge provinciale 3 aprile 1997, n. 7 di revisio- ne dell’ordinamento del personale della Provincia autonoma di Trento, la legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 recante norme in materia di governo dell’Autono- mia del Trentino, la legge provinciale 30 novembre 1992, n. 23 sui principi per la democratizzazione, la semplificazione e la partecipazione all’azione amministra- tiva provinciale e norme in materia di procedimento amministrativo, la legge provinciale 19 luglio 1990, n. 23 recan- te disposizioni organizzative per l’attivi- tà contrattuale e l’amministrazione dei beni della Provincia autonoma di Trento, la legge provinciale 8 luglio 1996, n. 4 di nuova disciplina della programmazione di sviluppo e adeguamento delle norme in materia di contabilità e di zone svan- taggiate, nonché la legge provinciale 14 settembre 1979, n. 7 recante norme in materia di bilancio e di contabilità gene- rale della Provincia autonoma di Trento.
Il quadro normativo così delineato, con disposizioni che spesso sono suc- cedute a precedenti interventi legislativi provinciali e cui si affiancano numerose altre disposizioni di carattere più fram- mentario, rappresenta quindi l’attuazione trentina di una competenza primaria che ha – nel corso del tempo – adattato gli in- dirizzi di fondo nazionali alle peculiarità locali in tema di governo dell’Autonomia ed ha consentito la sperimentazione di esperienze peculiari per una migliore ge- stione degli apparati. Ciascuna delle leggi citate è quindi frutto sia di specifici indi- rizzi ed esperienze, sia del recepimento di tendenze generali presenti nelle varie stagioni di riforma succedutesi a livello nazionale, e nel loro complesso costitui- scono un’organica disciplina trentina in materia di organizzazione che continua ad essere migliorata ed aggiornata con suc- cessive modifiche ed integrazioni. Il tutto in un quadro di competenze che la Corte costituzionale ha contribuito negli anni a meglio dettagliare.
Già da queste brevi premesse è facile cogliere la complessità della materia e la necessità di un approfondimento che pre- cisi meglio peculiarità, possibilità e limiti di una delle materie fondamentali per lo stesso sviluppo dell’autonomia e del- le sue prerogative. A questo fine è stato confezionato il presente lavoro nel quale vengono sviluppate le principali temati- che che interessano la materia cercando di renderle agevolmente consultabili, pur tenendo conto della loro inevitabile com- plessità e dei molti aspetti tecnici che le caratterizzano.
Nella prima parte del volume vengo- no affrontate le questioni generali degli equilibri tra profili pubblicistici e privati- stici del rapporto di lavoro pubblico con un approfondimento sulle riforme nazio- nali in materia di organizzazione. I capitoli successivi entrano nel merito delle norme che sovraintendono all’organizzazione della Provincia autonoma di Trento e del suo sistema di società ed enti collegati per concludersi con alcuni capitoli che riguar- dano il ruolo di alcuni organismi impor- tanti per la formazione permanente del personale e per la contrattazione. Si tratta di un ampio e articolato sistema di norme, di direttive e di istituti che danno l’idea di quanto sia complesso il passaggio dagli aspetti puramente istituzionali e normati-vi a quelli più propriamente organizzativi ed operativi. Una complessità che l’am- piezza di potere e le prerogative dell’auto- nomia del Trentino, nel più ampio quadro dell’autonomia della Regione Trentino-Al- to Adige/SÜdtirol, rende più evidente ed unica nell’intero contesto nazionale. Il volume si conclude con due interessanti approfondimenti sulla delimitazione delle competenze di auto-organizzazione nella giurisprudenza sulle autonomie ed il se- condo sulla giurisprudenza costituzionale più recente in tema di potestà legislativa provinciale primaria sull’organizzazione degli uffici.
Contributi
Coordinamento editoriale
Giulia Guella, Stefania Martini
Hanno collaborato Stefania Allegretti, Paola Borz, Delio Picciani, Alessia Zanon, Ivana Robol
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