Economia del turismo e marketing territoriale
Economia del turismo e marketing territoriale
Data di pubblicazione
10 Dicembre 2025
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Aree protette in dialogo: centri visita come laboratori di sistema
I centri visita sono spazi di accoglienza e interpretazione delle Aree protette: al loro interno questi luoghi si raccontano e diventano leggibili attraverso allestimenti, immagini, oggetti, percorsi e attività educative. Sono spesso il primo punto in cui il territorio prende parola e offre chiavi di lettura per avvicinarsi a paesaggi, storie, specie e forme di vita che, là fuori, restano silenziose o difficili da decifrare.
Proprio per questa funzione, i centri visita possono essere vissuti in due momenti diversi dell’esperienza. Quando rappresentano il primo contatto con l’Area protetta, preparano lo sguardo: offrono un’anticipazione, orientano l’attenzione e aiutano a cogliere nel paesaggio ciò che conta davvero. Se invece si incontrano in un momento successivo, dopo aver approcciato il territorio, diventano uno spazio di rientro e comprensione, in cui ciò che è stato visto fuori assume più chiarezza.
I centri visita possono diventare un laboratorio anche per chi lavora nelle Aree protette: uno spazio in cui osservare con più attenzione come nasce un’esperienza di visita e come un territorio viene tradotto in racconto. Il confronto tra i soggetti che costituiscono le Aree protette consente, infatti, di mettere a fuoco scelte e strumenti concreti – cosa facilita la comprensione, cosa coinvolge davvero, cosa rende leggibile un luogo e cosa invece resta poco chiaro – e di far emergere spunti comuni di miglioramento.
È con questo spirito che TSM, in dialogo con il Servizio Sviluppo Sostenibile e Aree protette della Provincia autonoma di Trento, ha avviato un percorso per osservare i centri visita, mettere in relazione approcci diversi e costruire apprendimenti condivisi a partire dalle esperienze reali.
Il lavoro sul campo ha previsto due visite. La prima si è svolta il 2 ottobre presso il Centro Visitatori di Villa Welsperg, in Val Canali, ospiti del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino. La seconda il 9 dicembre alla Casa del Parco “Geopark” di Carisolo, nel Parco Naturale Adamello Brenta.
Le due giornate hanno seguito una traccia comune, per facilitare il confronto tra territori. Al mattino entrambe hanno previsto una doppia visita guidata: la prima condotta da chi il centro visita lo cura quotidianamente; la seconda affidata ai partecipanti, chiamati a progettare e proporre una visita alternativa su un tema assegnato e dunque con una specifica chiave interpretativa (per esempio il rapporto uomo-natura o uomo-selvatico).
Questo esercizio, ispirato ai principi dell’interpretazione ambientale, ha messo al centro la costruzione di percorsi capaci di parlare a pubblici diversi. Non si è trattato di “spiegare” semplicemente contenuti, ma di rivelare significati: usare testi, immagini, oggetti, suoni ed elementi estetici per accompagnare il visitatore a scoprire e interpretare il paesaggio. In questa prospettiva, ogni elemento del centro visita – dai dettagli alle evocazioni visive e sonore – ha contribuito a costruire una lettura coerente con il tema assegnato ai gruppi, dando forma a percorsi di visita diversi ma comparabili e mostrando come il senso complessivo di un luogo possa emergere da prospettive differenti.
Nei pomeriggi delle due giornate l’attenzione si è concentrata su alcuni temi specifici, diversi ma tenuti insieme dal filo comune del dialogo tra Aree protette e dalla ricerca di un linguaggio condiviso. A Villa Welsperg il lavoro è partito da una domanda di fondo: se e come il rapporto uomo/fauna possa diventare un tema strategico per i centri visita trentini.
Il confronto ha richiamato studi e pratiche che indicano educazione e comunicazione come leve utili a sostenere la coesistenza e a ridurre le tensioni legate alla presenza della fauna, rafforzando consapevolezza e capacità di orientamento dei visitatori. È emersa con forza anche l’importanza di coinvolgere persone e comunità locali nei percorsi di gestione del territorio, riconoscendo ai centri visita un ruolo che va oltre la semplice informazione: quello di costruire esperienze capaci di aiutare a comprendere il tema e a collocarlo dentro una lettura più ampia del paesaggio e delle sue dinamiche. A partire da questa prospettiva, il pomeriggio di Carisolo ha ripreso e rilanciato il lavoro sui valori che contraddistinguono le Aree protette, sviluppato insieme ai territori nel percorso 2023–2024. Rimessi al centro come base comune, questi valori hanno guidato i gruppi nel re-immaginare una nuova identità visiva del sistema: il confronto tra territori diversi ha fatto emergere elementi condivisi e specificità locali, utili a tradurre i valori in segni e linguaggi riconoscibili. L’esito ha indicato la necessità di un’identità più coerente e chiara a livello di sistema.
Il confronto tra territori ha aiutato a passare dai singoli temi a una domanda più ampia sul funzionamento del sistema. L’osservazione sul campo e il confronto tra gli operatori delle Aree protette hanno fatto emergere idee, criticità e possibilità di miglioramento, mettendo in relazione narrazione, esperienza di visita e identità di sistema, da cui partire per le prossime tappe del lavoro.
La conoscenza è il nostro Territorio
Nel corso degli anni abbiamo costituito un patrimonio di saperi e di competenze multidisciplinari e d’eccellenza. Un insieme di conoscenze, il nostro Territorio, che mettiamo a disposizione dei cittadini, delle imprese, delle organizzazioni e delle comunità locali, per supportare, attraverso le attività di formazione e ricerca, lo sviluppo equilibrato del nostro Trentino.
