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Data di pubblicazione

16 Gennaio 2026

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Comunicare la disabilità: il contributo dell’informazione sportiva

Si è svolta a dicembre al MUSE, la seconda edizione del seminario annuale “Comunicare la disabilità”, organizzato da TSM-ADM Accademia della Montagna, in collaborazione con il Sindacato dei giornalisti del Trentino Alto Adige, il Comitato Italiano Paralimpico (CIP) e la rivista “Oltre gli Ostacoli”.

L’approssimarsi delle Paralimpiadi Milano-Cortina 2026 e la recente pubblicazione da parte del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti di due importanti guide sul tema della comunicazione sulla disabilità, hanno reso urgente una riflessione sul ruolo, la deontologia e la responsabilità dei giornalisti in materia. Di qui la scelta del tema per l’edizione 2025 del workshop: “Il contributo dell’informazione sportiva nella promozione di una cultura dell’accessibilità e del’’inclusione”.

Il seminario è stato strutturato su due diversi panel, moderati dal segretario del sindacato dei giornalisti del Trentino-Alto Adige, Rocco Cerone che in aperura ha constatato come, anche per merito di scelte giornalistiche sempre più attente e rispettose, negli ultimi anni si sia percepito un deciso miglioramento nelle modalità di trattare il tema della disabilità. Ad evolversi è stato soprattutto il linguaggio e da questo punto di vista, ha giocato un ruolo di primo piano lo sport, come formidabile strumento di inclusione e sensibilizzazione.

Gli ha fatto eco Gianluca Cepollaro ricordando come TSM-ADM lavori, da oltre dieci anni, per promuovere una cultura dell’inclusione in montagna e a tutti i livelli della società, riconoscendo nell’accessibilità una scelta di democrazia e di civiltà. In questo ambito e in occasione delle Paralimpiadi invernali, Accademia della Montagna ha avviato una riflessione sulla comunicazione della disabilità e, in particolare, sulla ricerca del giusto equilibrio tra l’attenzione posta alle storie delle persone e il racconto della performance sportiva.

Massimo Bernardoni, presidente del CIP, ha affermato che per superare le barriere e le differenze è fondamentale trovare un equilibrio nella narrazione dello sport, per fare in modo che la stessa non sia incentrata sulla sola disabilità, ma racconti anche la persona, la passione e la caparbietà con cui vengono perseguiti determinati obiettivi.

Nella stessa direzione è andato l’intervento di Lorenzo Sani, uno degli autori delle guide “Comunicare la disabilità. Prima la persona” e “Informare sulla salute mentale”, che con il suo lavoro ha voluto sottolineare come il giornalismo abbia un ruolo fondamentale nel sensibilizzare la società e creare un ambiente fertile per un’inclusione concreta. Il giornalista, dunque, ha il difficile compito di usare oculatamente le parole, ricordando che ogni occasione è buona per abbattere i pregiudizi e che il linguaggio dà forma alla realtà. Sani ha poi posto l’accento sul pericolo dell’autoreferenzialità del mondo sportivo paralimpico e sulla necessità di una comunicazione più equilibrata: spesso parlando dei protagonisti delle paralimpiadi si oscilla pericolosamente tra il pietismo e l’eroismo, atteggiamento che in entrambi i casi può avere effetti deleteri su chi pratica lo sport.

La seconda parte della mattinata ha previsto una tavola rotonda, a cui hanno partecipato Franco Bragagna, telecronista RAI e voce storica di molte discipline olimpiche, Fabrizio Franchi, componente della Commissione Riforma del’’Ordine Nazionale dei Giornalisti, e Stefano Silva, giornalista sportivo RAI. Il dialogo ha fatto emergere le sfide ancora aperte, in particolare sul piano del linguaggio, della consapevolezza e della responsabilità con l’auspicio di ritrovarsi per una prossima edizione.

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