Sicurezza, giovani e coesione sociale
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Data di pubblicazione
30 Ottobre 2025
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Formatori di domani: competenze per un mondo che cambia
Si è conclusa a fine ottobre l’attività “Formatori di domani: competenze per un mondo che cambia” dedicata ai formatori e alle formatrici del progetto di alternanza scuola lavoro di TSM “Itinerari di futuro” per l’anno scolastico 2025-2026. L’attività mirava al potenziamento delle abilità erogative, all’ottimizzazione dei contenuti e all’allineamento degli obiettivi formativi dei team di docenti che si occupano di scuola e futuro dei giovani.
Sugli esiti di questa attività abbiamo intervistato il formatore esperienziale Piergiorgio Lovato, che ha progettato e condotto questa formazione e che si occupa, da più di 15 anni, di facilitazione, team coaching e sviluppo dei processi di apprendimento.
Qual è stata la sfida principale nell’allineare i contenuti formativi dei diversi gruppi di docenti e come il corso “Formatori di domani” ha garantito un percorso logico e integrato per i partecipanti?
La sfida iniziale risiedeva nel garantire coerenza ed efficienza in un’offerta formativa che, pur essendo ricca, rischiava di presentare sovrapposizioni e lacune se vista nell’insieme. In un contesto complesso come il mondo-scuola, la sfida principale con i formatori in aula è stata quella di mettere al centro i bisogni dei giovani e fornire loro degli strumenti chiari per orientarsi. Per raggiungere l’obiettivo, la prima mezza giornata si è focalizzata sull’Allineamento e Sinergia. Abbiamo utilizzato una metodologia basata su esercizi di mapping incrociato dei contenuti e discussione guidata, culminata nella creazione di una tabella di coerenza comune. Questo ha permesso ai diversi gruppi di formatori di eliminare le ridondanze e di assicurare che il percorso formativo risultasse logico e integrato, fornendo così contenuti allineati e ottimizzati.
La seconda metà del percorso si è concentrata sul potenziamento erogativo dei team, quindi dopo il “cosa”, hai spostato il focus sul “come” presentare i contenuti in modo più digeribile. Quali tecniche o approcci hai consigliato per rendere la formazione in aula meno frontale e massimizzare il coinvolgimento dello studente?
L’obiettivo primario era trasformare l’erogazione per renderla più dinamica e student-friendly. Spesso, in aula, si cade nel tranello del monologo, riducendo l’efficacia dell’apprendimento. Abbiamo lavorato intensamente sull’insegnamento di tecniche di facilitazione e presentazione per incrementare l’interazione. Tra queste, l’introduzione e l’esercitazione pratica sull’uso di attività interattive come i quick polls o il brainstorming lampo. Inoltre, sono state esplorate tecniche per la variazione del ritmo e l’uso dello storytelling, strumenti essenziali per mantenere alta l’attenzione.
È fondamentale che il formatore potenzi la propria risorsa chiave; la creatività, ovvero la capacità di riutilizzare gli elementi a disposizione in modo diverso a seconda del problema. Le simulazioni immediate (micro-teaching) con coaching diretto hanno permesso ai formatori di applicare e internalizzare immediatamente queste nuove abilità pratiche.
L’azione formativa ha previsto un intenso momento di analisi critica e revisione collaborativa dei materiali. Quanto è importante per un formatore professionista sviluppare un senso critico sui propri e altrui materiali?
Il pensiero critico è una risorsa indispensabile. Il pensiero analitico è una delle competenze più importanti per il futuro. Di fronte alla complessità, sviluppare il pensiero critico è cruciale per la capacità di ricerca, analisi e valutazione.
Abbiamo strutturato una revisione collaborativa che ha richiesto ai team di fornire un feedback specifico su tagli, semplificazioni e miglioramento della chiarezza delle slide di tutti i team. Questa fase ha sviluppato un senso critico sui materiali altrui e ha permesso, successivamente ad ogni team di esaminare e discutere in modo costruttivo i suggerimenti, trasformandoli in un piano d’azione pratico per la revisione. Questo processo assicura che il materiale formativo sia rivisto e alleggerito, riflettendo standard di chiarezza elevati.
Come possono i formatori mantenere e potenziare continuamente questa nuova capacità di erogazione dinamica nel tempo?
La capacità di autovalutazione e auto-orientamento è fondamentale per chiunque operi in un mercato del lavoro in continua evoluzione. La formazione erogata con TSM non si è limitata a fornire tecniche teoriche, ma ha puntato sull’acquisizione di abilità pratiche e immediate. Il segreto per la sostenibilità di queste competenze risiede nella proattività. Dopo la formazione, i formatori hanno gli strumenti per applicare il metodo nel loro approccio, testando i “prototipi” di presentazione e ricevendo feedback immediato. Per non ritrovarsi “superati” o “outdated”, devono periodicamente “fare lo stato dell’arte,” osservare ed ascoltare il sistema (l’aula), valutare e ipotizzare modifiche. Questo continuo ciclo di miglioramento (feedback loop), basato sulle tecniche di Variazione del ritmo e Gestione delle domande imparate, assicura che la loro “bussola interna” di formatori rimanga sempre funzionante e che l’erogazione resti dinamica e pertinente
La conoscenza è il nostro Territorio
Nel corso degli anni abbiamo costituito un patrimonio di saperi e di competenze multidisciplinari e d’eccellenza. Un insieme di conoscenze, il nostro Territorio, che mettiamo a disposizione dei cittadini, delle imprese, delle organizzazioni e delle comunità locali, per supportare, attraverso le attività di formazione e ricerca, lo sviluppo equilibrato del nostro Trentino.
