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Ricerca intervento 2020 - Ecosistema culturale: finanziamento e professioni

I progetti di ricerca intervento ci permettono di comprendere e ragionare su determinati elementi e fattori di rilevo che caratterizzano il sistema culturale, sia attraverso l'adozione di una prospettiva territoriale, quindi fortemente definita dalle dinamiche e dalle caratteristiche chiave del Trentino, sia a livello macro per andare ad analizzare le variabili e i fenomeni che attraversano e condizionano il settore, determinando meccanismi e influenzando variabili che hanno effetti più o meno significativi anche a livello locale.

I progetti di ricerca-intervento sono propedeutici alla ricognizione dei bisogni formativi di operatori, amministratori e policy makers, al fine di progettare ed implementare interventi formativi efficaci che possano accompagnare il settore culturale verso lo sviluppo di competenze adeguate per il miglioramento e l'innovazione delle singole istituzioni, del sistema culturale e dello sviluppo del territorio provinciale nel suo complesso.

smtc-Scuola di Management del Turismo e della Cultura, sulla base dei risultati emersi anche da processo del Forum per la cultura in Provincia di Trento e delle raccomandazioni (Orientamenti per la stesura delle nuove Linee guida di politica culturale della Provincia autonoma di Trento) che questo ha prodotto, partecipa al dibattito globale anche attraverso l'implementazione di due progetti di ricerca-intervento: uno legato al finanziamento al settore, l'altro alle professioni culturali. Tali progetti diventano, quindi, strumentali al ripensamento e alla ridefinizione dei modelli di business, della formazione, e del senso e ruolo della cultura.

  

PREMESSA

L'emergenza sanitaria del Covid-19 ha colpito duramente molti aspetti della vita individuale e collettiva, tra cui quello economico, con una portata ha effetti concreti già da ora e che purtroppo influenzerà la situazione economica, oltre a quella sociale, a livello globale nel medio-lungo periodo.

INTRODUZIONE

Il settore culturale, così come quello turistico, è stato duramente colpito: non solo a causa delle chiusure straordinarie e del blocco/sospensione delle molte attività culturali, ma anche per quanto riguarda gli aspetti legati al sostentamento dei professionisti e alla difficoltà di capire come la cultura può contribuire a dare un senso eun valore a ciò che sta accadendo. Si sta viaggiando su binari paralleli: da un lato c'è la necessità di implementare strumenti e mettere in atto azioni concrete subito, qui ed ora; dall'altro però è necessario interrogarsi, riflettere e discutere rispetto allo scenario possibile di un futuro incerto, in cui una costante è nella consapevolezza che potrebbe essere molto diverso da quello che è stato finora. O che alcune modalità di fruizione attivate in questa fase potranno essere ipotesi di lavoro concrete da sviluppare anche in futuro.
Prima di mettere in atto delle strategie è, però, importante comprendere i problemi, i meccanismi, le sfide e le potenzialità attuali e future. Per dare ordine a una struttura che si regola grazie ad equilibri interni, bisogna definire il senso e il ruolo della cultura in una società post-emergenziale che ha assistito allo “sbarrieramento” di molti aspetti duali.
Se è infatti evidente che le organizzazioni culturali, tra cui musei, teatri, biblioteche e la cultura in forma “tradizionale” rimarranno, è altrettanto necessario trovare la strada per salvaguardarsi e inserirsi in un contesto cambiato. Il coronavirus ha provocato un'accelerazione massiva rispetto all'uso di strumenti che, benché già esistenti ed al centro di dibattiti e sperimentazioni da alcuni anni, sono passati nel giro di un mese dall'essere “discussione” all'essere “fatto”, spingendo fortemente gli operatori del settore culturale a collaborare e sfruttare gli elementi esistenti, anche se finora ignorati o usati solo parzialmente.
Il settore culturale dovrà confrontarsi con l'implementazione di strategie che alterano la struttura esistente, ma ricostruiscono e mantengono il senso della cultura stessa in un nuovo contesto. Il ripensamento del modello di business sarà funzionale non soltanto in una situazione post-emergenziale, ma porterà beneficio all'ecosistema nella sua interezza.
Sono tuttavia necessari alcuni caveat. Innanzitutto è fondamentale instaurare un dialogo con gli operatori del settore, per capire le esigenze esistenti e per valutare se le soluzioni ipotizzate si configureranno come strade percorribili fattivamente. In secondo luogo, va sottolineato che gli scenari prefigurati sono necessari a prescindere, e non dovuti alla situazione emergenziale, che ha portato ad un'accelerazione consistente di ipotesi già in parte previste e discusse negli ultimi anni. Infine, le azioni devono essere concrete e decise evitando di ricadere in futurologie che renderebbero vano ogni sforzo di cambiamento. La pubblica amministrazione dovrà essere in grado di fornire modelli e strumenti flessibili e dinamici che supportino e spingano il settore culturale al miglioramento costante e all'adeguamento nel mutato e mutevole contesto attuale e futuro.

PROGETTI

Il finanziamento alle attività culturali in provincia di Trento.

Il finanziamento alle attività culturali in provincia di Trento
La ricerca-intervento ha lo scopo di definire gli attori (finanziatori e beneficiari) del settore pubblico e del settore privato, nonché le modalità e la durata dei fondi disponibili per le imprese culturali e creative in provincia di Trento.
La Provincia finanzia le imprese culturali e creative attraverso il supporto alle imprese, il finanziamento diretto ai musei provinciali e alle scuole musicali trentine e tramite il FUSP-Fondo Unico per lo Spettacolo Provinciale e i contributi provinciali ordinari e straordinari ai soggetti qualificati. Inoltre, le singole Comunità di Valle e i Comuni promuovono bandi, e così fanno altrettanto i BIM, così come il Ministero della Cultura e l'Unione Europea. Inoltre, le Fondazioni bancarie così come gli Istituti di credito mettono a disposizione dei fondi per il settore culturale e creativo. Ulteriori finanziatori potrebbero essere singole aziende o industrie, attraverso sponsorizzazioni.
Dopo anni di funzionamento di un tale sistema di finanziamento e alla luce degli stravolgimenti derivanti dal Covid-19, è necessario capire le motivazioni, le modalità, i criteri di scelta, le tempistiche e i beneficiari che gli attori sopra citati prendono in considerazione e mettono in atto nel sostenere le ICC.
Se è necessario partire dall'analisi dell'esistente, attraverso una panoramica di quello che è stato ed è avvenuto finora, è altrettanto importante prevedere che i finanziamenti, soprattutto da parte della pubblica amministrazione, dovranno andare di pari passo con la trasformazione sociale, economica e culturale che segnerà il prossimo futuro, per evitare che ci sia uno scollamento e una dispersione di risorse attraverso modelli tradizionali di finanziamento, e per facilitare la transizione delle organizzazioni verso nuovi modello di business che potrebbe vedere la partecipazione dei singoli a metà tra l'ingaggio economico e quello sociale.

Le professioni culturali: competenze, formazione e ibridazione.

La ricerca-intervento si pone l'obiettivo di esplorare il panorama delle professioni del settore culturale e creativo in Provincia di Trento, con la finalità di delineare il quadro generale rispetto ad un settore estremamente composito e multiforme, sia per quanto riguarda le competenze professionali, sia le tipologie di rapporti lavorativi. Finora, ad esempio, alcune professioni del settore culturale sono rimaste completamente invisibili ed escluse da ogni tipo di tutela, come ad esempio i lavoratori con contratto intermittente – una tipologia di contratto ampiamente utilizzata nel mondo della cultura –completamente estromessi dal D.M. Cura Italia contro le ricadute economiche del covid-19. Un'ulteriore particolarità di alcune professioni culturali è la loro nascita “a bottega”, ovvero la loro trasmissione e conoscenza soltanto sul campo e attraverso la pratica.
Anche in questo caso, quindi, sarà necessario procedere a partire da un'analisi dell'esistente, per capire quali professioni e quali competenze rientrano nel panorama culturale e creativo provinciale; al contempo, però, prima di certificare delle precise competenze e classificarle secondo criteri prestabiliti, sarà importante individuare le specificità dell'ecosistema e fornire degli strumenti che supportino lo sviluppo delle stesse.
Si può infatti ipotizzare che le professioni culturali intraprenderanno due strade: da una parte, le professioni più tradizionali dovranno trasformarsi ed acquisire delle nuove competenze. Dall'altra, emergeranno delle nuove professioni di raccordo tra la cultura in senso stretto e il mondo esterno, che dovranno essere capaci di inventare “come fare poesia/cultura attraverso il digitale”. Le competenze di tali figure dovranno intersecarsi per creare quel valore aggiunto, relazionale e partecipativo, che ad esempio un semplice intervento online non può dare se confrontato ad un'attività in presenza (es. scuole musicali). Sarà quindi importante inquadrare queste professionalità e queste competenze, cercando di dare un senso alle stesse all'interno di un contesto sociale, culturale e tecnologico in rapido ed accelerato cambiamento.