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Data di pubblicazione

14 Gennaio 2026

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Il management pubblico alle prese con l’IA: quattro tappe necessarie per l’e-leadership

L’Intelligenza Artificiale (IA) sta determinando un cambiamento profondo in tutti gli ambiti sociali ed economici. Nelle organizzazioni pubbliche si pone il tema di come affrontare questo cambiamento, che richiede prima di tutto una nuova visione. Non si tratta di nuove opportunità offerte dalle tecnologie, ma di qualcosa di nuovo e pervasivo, che cambia alcuni elementi di fondo nel governo della trasformazione digitale. Cambiano, di conseguenza, le competenze di e-leadership che necessitano di una rimodulazione, avviata con il rapporto da poco pubblicato da AgID.

Questo è l’obiettivo del volume “Come cambia l’e-leadership con l’Intelligenza Artificiale”, in cui cerco di tracciare il percorso per il management nell’era dell’IA, con la consapevolezza che l’IA è una grande opportunità tecnologica se la si conosce e la si utilizza per realizzare gli obiettivi dell’organizzazione. Con quattro tappe, necessarie.

  1. Acquisire consapevolezza della necessità di orientare l’utilizzo dell’IA

L’IA è tecnologia, fortemente abilitante e trasversale e con una potenzialità molto elevata, ma in quanto tecnologia deve essere orientata secondo gli scopi e le esigenze di chi la utilizza. La domanda da porsi non è “Che cosa potrà fare l’IA?”, ma “Che cosa vogliamo che faccia l’IA per noi?”. Questa postura è fondamentale per l’e-leader. Ed è un problema di volontà, di competenze, consapevolezza e di visione. Uscendo dalla mitizzazione, positiva o negativa, è necessario costruire una strategia di utilizzo dell’IA per un beneficio collettivo.

Una strategia per l’IA nell’organizzazione deve indirizzare verso un utilizzo che supporti e aumenti le capacità di azione e decisione delle persone e verso una migliore qualità del lavoro, attraverso una complementarità tecnologica applicata sui compiti dei singoli lavori. Diventa necessario, pertanto, un più ampio ruolo della direzione del personale, e lo sviluppo di “architetti dei lavori”, per la costruzione di un sistema permanente di governo dell’uso dell’IA nell’organizzazione.

  1. Disegnare una strategia complessiva per l’utilizzo dell’IA

Disegnare una strategia di utilizzo dell’IA significa definire come potenziare i servizi/prodotti realizzati e come aumentare le capacità dei processi interni di funzionamento.

Etica, sostenibilità e processi di creazione della conoscenza sono alla base del disegno organizzativo, focus principale dell’impiego dell’IA. È una scelta che distingue l’amministrazione che crea valore pubblico da quella che vede il suo fine nell’adempimento.

Rispetto ai dati, l’e-leader deve considerare la loro affidabilità e la loro qualità come necessarie per prendere decisioni “informate”, per governare la trasformazione di un’organizzazione e per assicurare un supporto efficace dell’IA.

  1. Costruire un’organizzazione intelligente, con etica e sostenibilità come elementi chiave

Questa scelta si concretizza nella costruzione di “organizzazioni intelligenti”, organizzazioni basate sulla conoscenza, in grado di sostenere la velocità del cambiamento culturale associato alla rivoluzione digitale.

Qui l’IA consente di gestire in modo integrato tecnologia, processi, sistema sociale, sistema professionale, regole delle risorse umane in una logica di complementarietà tecnologica.

Elementi chiave dell’organizzazione intelligente sono la sostenibilità digitale (dove la prassi UNI/PdR 147:2025 è una linea guida fondamentale) e l’etica.

Rispetto all’etica, la comprensione delle criticità relative agli algoritmi e ai bias correlati è una condizione di base per l’e-leader, per costruire le condizioni per la partecipazione del personale alle politiche di innovazione; per costruire sistemi di responsabilità in cui l’IA svolge compiti di supporto e non decisionali; per orientare l’utilizzo dell’IA all’aumento delle capacità delle persone anziché alla sostituzione.

  1. Porre la gestione della conoscenza come asse portante dell’organizzazione

In un’organizzazione intelligente la gestione della conoscenza è l’asse portante dell’architettura organizzativa e l’IA svolge un ruolo fondamentale a supporto.

Per mettere a sistema il processo continuo di apprendimento collettivo e creazione della conoscenza e connetterlo ai servizi e ai progetti dell’amministrazione, è da seguire il modello SECI (socializzazione, esteriorizzazione, combinazione, interiorizzazione), in cui l’IA è abilitante per tutte le quattro fasi, utilizzando un approccio ibrido, multicanale e multidimensionale, con più tipologie di intervento aumentate. Ciò può avvenire attraverso interventi di tutoraggio e coaching, comunità di pratica, rotazione del lavoro e shadowing, processi e sistemi collaborativi di creazione di manuali, linee guida, di storytelling, di sviluppo di framework, repository di conoscenza accessibile con IA generativa, strumenti di analisi dei dati, piattaforme di condivisione su più contesti organizzativi, interventi formativi personalizzati, simulazioni e scenari di gioco, con supporto e feedback continui per rafforzare l’apprendimento.

Così avviene anche la coltivazione di una e-leadership diffusa, fondamentale per coinvolgere tutto il personale nel processo di cambiamento, e rappresenta il modello di coltivazione delle competenze di e-leadership.

Il percorso di sviluppo dell’e-leader, infatti, secondo l’apprendimento agile e la “mentalità di crescita”, deve essere ibrido, multiforme, integrando formazione interdisciplinare in aula e online, peer-education, laboratori di condivisione e workshop di confronto di esperienze, coaching, palestre d’innovazione personalizzate, in un’organizzazione che richiede il miglioramento con risultati misurabili.

Ed è, questa, la sfida determinante per poter governare l’IA nella PA, orientandola alla visione organizzativa, per un beneficio collettivo.

Giuseppe Iacono esperto in processi d’innovazione, coordinatore del programma “Repubblica Digitale” del Dipartimento per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.  

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