TSM
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Data di pubblicazione
14 Luglio 2006
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Immigrati: la percentuale di insoddisfazione sale fino al 78 per cento fra i giovani laureati che vivono da noi.
TRENTO. Gli immigrati in Trentino hanno ancora scarse opportunità di fare carriera: oltre il 60% è poco, o per nulla, soddisfatto del lavoro che svolge e la percentuale arriva fino al 78% per quanto riguarda i laureati.
Questo è quanto emerge dalla ricerca, presentata ieri mattina alla Fondazione Caritro di via Calepina, del progetto PONTEST – Una rete per l’inserimento degli immigrati, con l’obbiettivo di facilitare la loro integrazione professionale e sociale.
I risultati dell’inchiesta evidenziano il divario tra competenze possedute dagli in1migrati e lavori effettivamente svolti, a causa della discriminazione che genera spesso esclusione e auto-segregazione. Le competenze apprese nel Paese d’origine sono svalutate nel mercato del lavoro trentino. dove la richiesta di manodopera è di livello basso e genera così una situazione di sotto impiego che si percuote sulle reali possibilità di accesso alle professioni più qualificate.
La ricerca conferma che gli stranieri hanno un elevato livello di scolarizzazione: quasi due terzi è in possesso di un diploma, di una laurea e solo il16% non ha proseguito gli studi dopo la scuola dell’obbligo. Le donne sono nettamente più istruite degli uomini, visto che il 30% (contro il 12% del sesso opposto) ha un titolo di studio non inferiore alla laurea. Le donne segnalano maggiormente l’importanza di svolgere un lavoro che piace, in cui si può trovare soddisfazione personale oltre che economica. Indicativo è il fatto che un terzo degli intervistati vorrebbe cambiare lavoro. Per quanto riguarda le prospettive future, il 41% vorrebbe restare in Italia, mentre il 27% desidera tornare nel proprio Paese d’origine.
Attualmente risiedono nella Provincia di Trento circa 27.000 stranieri e le autorizzazioni all’ingresso dall’estero rappresentano una dimensione preponderante del mercato del lavoro in1migrato: quelle concesse nel 2004 sono state quasi 14.000, con un incremento di quasi il 10% rispetto all’anno precedente. Le nazionalità più presenti sono quelle marocchina, albanese e rumena, ma ci sono anche molte persone provenienti dall’Ucraina, Moldavia e Paesi dell’ex Jugoslavia.
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Nel corso degli anni abbiamo costituito un patrimonio di saperi e di competenze multidisciplinari e d’eccellenza. Un insieme di conoscenze, il nostro Territorio, che mettiamo a disposizione dei cittadini, delle imprese, delle organizzazioni e delle comunità locali, per supportare, attraverso le attività di formazione e ricerca, lo sviluppo equilibrato del nostro Trentino.
