Data 08/10/2017

«Qui anche in omaggio a Kessler». Teatro gremito per l'incontro sui 50 anni del Piano urbanistico

Trentino

Un balzo indietro nella storia per capire come organizzare il futuro: questo è il sunto di quanto avvenuto venerdì sera al teatro di Malé. In occasione dei 50 anni dal varo del primo Piano urbanistico provinciale, il trentino è tornato infatti a confrontarsi su questi temi, con una serie di incontri che hanno preso il via nel capoluogo solandro con un appuntamento che ha messo al centro il turismo e in particolare il legame con il territorio. «Siamo qui a Malé per rendere omaggio a Kessler, padre del Piano urbanistico provinciale che disegnò il trentino come oggi lo conosciamo, e siamo qui perché il territorio deve tornare ad essere protagonista - ha commentato in apertura di serata l'assessore provinciale Carlo Daldoss - come allora proponiamo un metodo partecipato per decidere assieme dove dobbiamo andare. Negli ultimi anni abbiamo fatto scelte diverse rispetto al passato: ponendo un freno al consumo di suolo e ai nuovi volumi e incentivando le ristrutturazioni, sostenendo i piccoli esercizi commerciali nelle valli, guardando alla nostra agricoltura, alle nostre produzioni tipiche, al paesaggio, anche per un turismo più sostenibile, più diffuso e maggiormente destagionalizzato.

Molta strada rimane però da fare. Così è anche per la partita della mobilità: dobbiamo essere pronti ad utilizzare al meglio le opportunità che si determineranno e a condividere al meglio ogni scelta». Di fronte a un teatro gremito in ogni ordine di posto, è poi stato il momento di un'ampia tavola rotonda moderata dal giornalista del trentino Andrea Selva, che ha visto protagonisti Ernesto Rigoni, Michela Valentini, Anna Facchini, Mariangela Franch, Paola Larger, Emanuele Montibeller e Angelo Seneci. Tanti gli argomenti trattati, conclusi da un momento di discussione e commentatio dall'intervento finale del presidente della Provincia Ugo Rossi: «Questa sera abbiamo parlato di turismo, ma lasciatemi dire che abbiamo parlato di autonomia speciale. Il Pup ci ha consentito di fare delle politiche che avevano l'obiettivo di mantenere la popolazione nel proprio territorio. L'autonomia si basa sulla simbiosi tra due fattori: il popolo e il territorio. Proprio da questo assunto parte anche il nostro modo di intendere il turismo e le esperienze raccontate questa sera». Il programma dedicato al 50° del Piano urbanistico prosegue nelle prossime settimane con altri tre incontri tematici intitolati "Industrializzazione e sviluppo economico", "ambiente, paesaggio, aree protette" e "agricoltura e territorio" rispettivamente a Rovereto, Terme di Comano, e San Michele all'Adige, a cui si aggiungerà un seminario tecnico con l'Ordine degli architetti sull'eredità del Piano urbanistico provinciale e sulle sfide del futuro. Infine spazio a un evento conclusivo, a dicembre, dove si cercherà di fare sintesi degli stimoli raccolti via via, di cui fare tesoro per il cammino futuro.