Data 07/10/2017

50 ANNI PUP TRENTINO: PAT, a Malè incontro sul territorio (videointervista a Rossi)

agenziagiornalisticaopinione.it

(Fonte: Ufficio stampa Pat) – 50 anni del Pup: destinazione futuro. Prima serata a Malè con il presidente Rossi e l’assessore Daldoss dedicata al legame tra turismo e territorio.

In occasione dei 50 anni dal varo del primo Piano Urbanistico Provinciale (Pup), il Trentino torna a confrontarsi su questi temi con una serie di incontri tematici.

Il primo ieri sera a Malè ha messo al centro il turismo, in particolare il legame con il territorio e i possibili sviluppi futuri. “Questa sera abbiamo parlato di turismo, ma lasciatemi dire che abbiamo parlato di autonomia speciale. Il Pup ci ha consentito di fare delle politiche che avevano l’obiettivo di mantenere la popolazione nel proprio territorio.

L’autonomia si basa sulla simbiosi tra due fattori: il popolo e il territorio. Proprio da questo assunto parte anche il nostro modo di intendere il turismo e le esperienze raccontate questa sera” ha detto il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi.

“Siamo qui a Malè per rendere omaggio a Kessler, padre del piano urbanistico provinciale che disegnò il Trentino come oggi lo conosciamo. Il territorio deve tornare ad essere protagonista.

Come allora proponiamo un metodo partecipato per decidere assieme dove dobbiamo andare” ha spiegato l’assessore alla coesione territoriale, urbanistica, enti locali ed edilizia abitativa Carlo Daldoss.
La serata, moderata dal giornalista Andrea Selva, dopo il saluto del sindaco di Malè Bruno Paganini, ha visto protagonisti Ernesto Rigoni, Michela Valentini, Anna Facchini, Mariangela Franch, Paola Larger, Emanuele Montibeller e Angelo Seneci.

Il programma dedicato al Pub prosegue nelle prossime settimane con altri 3 incontri tematici su “Industrializzazione e svilupppo economico”, “Ambiente, paesaggio, aree protette” e “Agricoltura e territorio” rispettivamente a Rovereto, Terme di Comano, e San Michele all’Adige, a cui si aggiungeranno un seminario tecnico con l’Ordine degli architetti e l’Imu sull’eredità del Piano urbanistico provinciale e le sfide del futuro ed un evento conclusivo, a dicembre, dove si cercherà di fare sintesi degli stimoli raccolti via via, di cui fare tesoro per il cammino futuro.

Approvato l’11 agosto 1967, su spinta dell’allora presidente della Provincia Bruno Kessler, il primo Piano urbanistico provinciale compie cinquant’anni, e continua a fare parlare di sé.

L’iniziativa si articola in una serie di incontri tematici sul territorio, aperti a tutta la popolazione, supportati anche da una robusta mole di dati che aiutino a capire come il Trentino, in questi anni, è cambiato, e dove sta andando.

La prima delle serate si è tenuta ieri a Malè. Al centro il tema “turismo e territorio: oltre la destinazione turistica”.

Ogni incontro combina la riflessione sulla dimensione storica, centrata sull’elaborazione dell’esperienza passata con una dimensione anticipatoria, fondata su un approccio partecipativo che privilegia la costruzione di nuovi scenari.

Ernesto Rigoni, consulente di management del turismo, ha ripercorso la storia del Trentino partendo dagli anni ’30 ad oggi: “sono cambiante le abitudini del turista, da villeggiante a un turista dinamico, più sportivo che cerca emozioni e contatto con quello che il Trentino offre in termine di cultura e rappresentazione del proprio passato.

Nel Pup il turismo era previsto come motore di crescita e di modernizzazione”.

Michela Valentini, di SL&A turismo e territorio, ha invece messo in luce le sfide per il futuro: “sono tre i macro ambiti per la montagna sui quale focalizzare la nostra attenzione: organizzare l’ultimo miglio, ovvero il futuro va verso l’integrazione intermodale per chiunque non utilizzi la proprio auto; riempire il tempo in quanto la vacanza è esperienza ed infine risocializzare il privato, serve dare nuovo valore al patrimonio immobiliare, rimettendo in circolo delle seconde case attraverso l’affitto”.

La parola è poi passata a Emanuele Montibeller di Arte Sella e ad Angelo Seneci di Rock Master di Arco. Due storie di successo di turismo trentino con esempi rispettivamente di arte e di sport partiti entrambi dal territorio, da un’idea e soprattutto dalla voglia di mettersi in gioco. Mariangela Franch dell’Università degli Studi di Trento ha parlato della necessità di pianificare e gestire anche in termini di sostenibilità il turismo, mentre Anna Facchini della Sat-Società degli Alpinisti Tridentini ha rimarcato che per fare un turismo di qualità è necessario preservare un capitale che è naturale.

Paola Larger albergatrice della Val di Fiemme ha sottolineato come l’accoglienza sia un sistema complesso di servizi che richiede strutture all’avanguardia, un adeguamento delle competenze e il fare rete nel territorio.

“Alta parola chiave è l’identità – ha detto nelle conclusioni il presidente Rossi – ovvero riuscire ad essere diversi e comunicare questa diversità. Quello che ci serve è la consapevolezza del cammino fatto. Serve protagonismo ovvero persone che sappiano confrontarsi con gli altri con l’obiettivo di creare un sistema. Servono sacrifici, con investimenti di risorse in una logica di medio periodo”.

In chiusura il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi e l’assessore Carlo Daldoss hanno voluto ringraziare gli organizzatori. L’iniziativa è sviluppata dalla Provincia in collaborazione con la Fondazione Museo storico del Trentino, la Trentino School of management e la step-Scuola di governo del territorio e del paesaggio.