Data 21/06/2007

Dellai e Illy, sul turismo strada comune. Promozione del territorio e marchio Italia. Le scelte del Trentino e la tassa.

Summit delle Regioni. Lo scambio di esperienze promosso dalla Trentino School of Management sul settore.
il Trentino

TRENTO. Per essere riconosciuti sui mercati internazionali del turismo è indispensabile proporsi con un marchio forte e marchio forte non può che essere unitario.

Su questo punto tutti concordano ed è esattamente ciò che nessuno, o per lo meno pochi, fanno. E’ nata da questa constatazione l’iniziativa della Trentino School of Management che ieri nella Sala Depero ha messo a confronto le politiche turistiche delle Regioni italiane con l’esperienza di altri Paesi, Spagna e Portogallo nel caso specifico. Ed ha consentito di misurare la sintonia di fondo, su questo come su altri temi, tra il Friuli Venezia Giulia di Riccardo Illy ed il Trentino di Lorenzo Dellai. I due presidenti hanno mostrato di condividere la convinzione che vada anzitutto promossa l’offerta “Italia” che poi può articolarsi anche per regioni.

Senza trascurare i progetti di promozione interregionale come nel caso delle “Dolomiti” che coinvolgono Trentino, Alto Adige e Veneto e nel caso del “Garda”, che riguarda Lombardia, Veneto e Trentino.

Illy in particolare ha citato l’esempio di “TurismoFvg” che opera su un modello che dovrebbe essere considerato anche a livello nazionale. “Credo che in tal modo – ha detto – possa crearsi una corretta immagine turistica dell’Italia, che vuole proporre la sua attrattività turistica in modo unitario”, nella consapevolezza però delle tantissime differenziazioni e delle grandissime unicità dei propri territori regionali e delle proprie città.

Dellai, invece, ha ricordato che “il turismo non vende solo camere d’albergo, non eroga solo servizi, non fornisce solo professionalità, ma vende territori in tutte le loro complessità e peculiarità: ambiente, natura, cultura, arte, infrastrutture. Le Regioni – ha detto – non devono perciò procedere ciascuna per sé, ma promuovere i necessari collegamenti interregionali e tendere alle sinergie fra i marchi e le offerte regionali e il sistema Italia nel suo complesso”.

L’assessore Mellarini in questo primo “Summit del Turismo nelle Regioni” ha ribadito la necessità di un coordinamento forte e costruttivo: non più una politica centrale, ma proposte e linee di condotta che arrivano al centro dalle Regioni, per fermare la frammentazione e per andare ad un reale rilancio dei territori.

Ha poi insistito sulla necessità dell’innovazione del prodotto turistico, passando per una rigorosa difesa della qualità (ad esempio con scelte come quella fatta in Trentino di mettere un freno alle seconde case), per la valorizzazione dell’ambiente (a partire dai parchi) e declinando una serie di scelte perché non è nella crescita quantitativa delle presenze che si gioca il futuro del turismo. Di qua la scelta di puntare sui prodotti agroalimentari, sulla filiera del legno, sulla valorizzazione di siti quali le cave di porfido, sulla cultura, sulle sinergie come quelle tra Mart ed Arena di Verona, sui collegamenti, sulla formazione.

Con i suoi 4,5 milioni di turisti all’anno, 29 milioni di presenze metà nelle strutture gestite, l’altra metà in alloggi privati e seconde case, il Trentino, ha concluso Mellarini, ha le carte in regola per fare da traino per gli altri settori.

Infine, il compito l’ha svolto con dovizia di particolari e chiarezza il dirigente generale Paolo Nicoletti, è stato tracciato il quadro della politica turistica trentina, compresa la norma che istituisce la tassa sul turismo. Idea innovativa, ma poco gradita alle imprese. E per questo congelata sino a dopo le prossime elezioni provinciali del 2008.