Data 05/10/2018

Erbe, vino e castagne: la Cultura alimentare delle Alpi candidata al Patrimonio immateriale Unesco

ilmessaggero.it


Erbe, vini, pane e castagne. Presto forse anche la Cultura alimentare alpina entrerà nella lista del Patrimonio immateriale Unesco. Sta prendendo corpo il progetto di candidatura che coinvolge sette Paesi dell'arco alpino, ufficializzata a Innsbruck dai 14 partner proponenti con la presentazione della “Charter of Alpine Food Heritage” nell'ambito della conferenza di metà mandato di Alpfoodway, progetto europeo finalizzato a promuovere il Patrimonio culturale alpino attraverso la valorizzazione delle tradizioni alimentari per creare un forte elemento identitario condiviso lungo tutta la catena montuosa europea.

La carta, che ha tra i promotori la Trentino School of Management (Tsm) con la Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio e la Fondazione Edmund Mach come osservatore, sarà diffusa nei prossimi mesi nella forma di petizione online tra istituzioni, imprese e cittadini dei sette Paesi a ridosso delle Alpi per raccogliere il più ampio sostegno possibile alla candidatura Unesco. L'obiettivo - spiegano i proponenti - è arrivare entro ottobre 2019, al momento della conferenza finale del progetto Alpfoodway, con un dossier da consegnare alle commissioni Unesco. Tra i prodotti e le pratiche inserite nell'inventario da tutelare figurano la castanicoltura della Valsugana, il vin santo, il pane delle Giudicarie Esteriori, il Botiro del Primiero e la raccolta di erbe spontanee in Val Rendena.