Data 06/07/2007

Il turismo non vive di solo sci

l'Adige

«La giunta provinciale nella seconda adozione del Pup ha cassato tutti gli aumenti di aree sciabili richieste». Con questa dichiarazione Alberto Pedrotti, direttore tecnico della società Funvie Folgarida Marilleva, ha denunciato come la bocciatura dell'area sciabile di malga Dimaro, ma anche a Madonna di Campiglio ed in altre stazioni invernali sia significativa.

Sarà comunque indispensabile ammodernare quello che c'è. Ha ricordato anche come con il nuovo impianto di Val Mastellina che entrerà in funzione a dicembre verrà data l'opportunità anche ai non sciatori di salire fino al Monte Vigo, certo che tale presenza dovrà essere regolamentata a garanzia della sicurezza di sciatori e pedoni. Si dovrà quindi concordare con i comuni e le Asuc la realizzazione di percorsi pedonali o aree riservate in quota .

Flavio Dalla Serra , direttore della scuola sci di Marilleva alle parole di Pedrotti ha commentato: «Che amarezza. Mi auguro che i sindaci facciano una protesta ». Gianni Battaiola , presidente degli albergatori, ha evidenziato come l'affollamento delle piste sia un problema. In relazione ai dati dell'analisi ha commentato: «Siamo anonimi, il solo sci ha impoverito il nostro prodotto, serve una sinergia tra tutti», lamentando la mancanza di sindaci in sala. La Val di Sole è una meta ideale per chi ama sciare ma di fronte ad un turista sempre più eclettico è necessario ampliare la gamma delle possibilità di vacanza sviluppando i servizi collaterali e le alternative allo sci. Questi in sintesi i punti forti emersi dalla ricerca rivolta al turista invernale da parte del consorzio Trentino School of Management per conto dell'azienda per il turismo della Valle di Sole, lavoro che è stato presentato ufficialmente martedì sera nella sala del comprensorio a Malè. Aprendo la serata, il presidente dell'Apt, Luciano Rizzi ha ricordato come l'analisi del turista invernale, unita all'analoga indagine condotta nella scorsa stagione estiva, servirà alla predisposizione delle linee guida per lo sviluppo strategico d'ambito. Ad illustrare i risultati dell'analisi sono stati quindi Umberto Martini e Paolo Grigolli della tsm ,autori della ricerca. «Lo sci è l'elemento determinante nella domanda turistica invernale - ha sottolineato Martini - anche se si deve tener conto dei cambiamenti in atto anche nel turismo invernale». L'analisi si basa su un indagine condotta nel comparto alberghiero nel periodo tra gennaio e aprile 2007 mediante somministrazione di un questionario con 27 domande.

Complessivamente sono stati raccolti 291 questionari completi che analizzati disegnano il profilo del turista invernale della Val di Sole. È mediamente più giovane di quello estivo, il 30% ha età tra i 18 e 35 anni ed il 32% tra i 36 e 45 anni. Per il 72% sono italiani e tra questi il 27% sono laziali, 15% lombardi e 10% emiliani. Tra gli stranieri il 31% proviene dal Regno Unito, il 19% dalla Polonia ed il 18% dalla Germania. Quasi l'80% opta per la settimana bianca mentre le permanenze inferiori ai 3 giorni si limitano al 6%. Elevato il grado di fidelizzazione che si attesta al 62%. Tale gradimento del turista invernale si rispecchia anche nel riconoscere la val di Sole come meta ideale per chi ama sciare ( 87%), ideale per le famiglie e bambini (87%) grande attenzione per la tutela dell'ambiente (83%), ci si sente come a casa propria ( 81%). Le piste da sci soddisfano l'87% degli intervistati, che sale al 89% per gli impianti. Stesso gradimento per le strutture ricettive e per i punti d'informazione. Buono il giudizio sulla ristorazione (82 %). Il 36 % lamenta invece carenza di locali di svago, ed il 28% opportunità per fare shopping. Oltre lo sci non sembrano esserci grandi opportunità considerato che il 45% ha dichiarato di riposare, il 19% di usufruire cure o trattamenti wellness ed il 18% partecipa ad escursioni o altre iniziative sulla neve. È dunque emerso un turista che mette in evidenza le dimenzioni legate a sci, natura e tranquillità. Ospitalità, benessere e prodotti tipici sono segnalati come fattori complementari mentre divertimento, varietà, famiglia, cultura, terme non emergono come fattori caratterizzanti del territorio. Alla luce dei risultati quali linee strategiche si indicano la diversificazione del prodotto/mercato, la differenziazione e segmentazione dell'offerta turistica (non solo sci), la riqualificazione/formazione e l'integrazione territoriale.