Anno 2016

La “quota” dello sviluppo. Una nuova mappa socio-economica della montagna italiana

M. Baldi e M. Marcantoni (a cura di)

Le aree montane rappresentano un peso negli itinerari di sviluppo e di modernizzazione del Paese? Sono territori incapaci di autosostenersi e privi di un loro futuro autonomo? Drenano le risorse generate da altri territori? La risposta è negativa e viene da un’analisi approfondita del valore aggiunto generato nei comuni italiani. È ben vero che se prendiamo un indicatore importante come lo spopolamento i dati sono preoccupanti: dal 1951 ad oggi la popolazione italiana è aumentata di 12 milioni di persone, mentre quella dei comuni montani è diminuita di 900 mila. Tuttavia questo non significa che montagna sia sinonimo di marginalità. I dati di una ricerca promossa e realizzata da tsm-Trentino School of Management e Censis dimostrano il contrario. La montagna presenta performances inaspettate e si caratterizza non come un territorio che tende a riprodurre i dati delle regioni di appartenenza, ma anche come uno “scrigno” di elementi di qualità e di differenziazione. La montagna non solo basta a se stessa quando le si concede di esprimere a pieno questi valori, ma è utile al Paese in una logica di distribuzione equilibrata dei pesi insediativi e di scambio reciproco di elementi differenziali con le grandi aree urbane.



Marco Baldi, sociologo, dirige l’area “Economia e Territorio” del Censis. Ha realizzato numerose ricerche sulle aree montane italiane per conto di soggetti pubblici e associativi. E’ membro del Comitato scientifico della Fondazione Courmayeur e ha fatto parte della Commissione per la riforma dell’Imont.

Mauro Marcantoni, sociologo e giornalista, dal 1998 presidente dell’Istituto per l’Assistenza allo Sviluppo Aziendale (I.A.S.A.) di Trento e dal 2007 direttore di Trentino School of Management. È autore di numerose Pubblicazioni sui temi della dirigenza, dell’organizzazione aziendale e dello sviluppo economico locale.