Data 20/02/2019

La fame di autonomia ci sprona

Trentino

Il governatore e la richiesta delle Regioni di avere più competenze

Senza dubbio uno dei temi d'attualità più discussi nelle ultime settimane, il regionalismo differenziato è stato protagonista ieri mattina al Palazzo della Provincia, in occasione della presentazione del saggio scritto da Fabio Guella, ricercatore in diritto costituzionale all'Università di Trento, è stata infatti una buona occasione per parlare di questo argomento. Lo scritto di Guella, pubblicato dalla Trentino School of Management (presente con la direttrice generale Paola Borz), analizza normative e procedure che le regioni possono utilizzare per accedere ad una maggior autonomia come stabilito dall'articolo 116 della Costituzione. mauro marcantoni, sociologo ed ex dirigente provinciale che ha firmato la prefazione del saggio, dopo aver ricordato come l'Italia sia già "spaccata" nella capacità di creare reddito e di fornire servizi, ha sottolineato la necessità di «agire sulla cultura collettiva e sulla classe dirigente per diminuire i "gap" che esistono tra le regioni». Infine, ad intervenire, è stato il Presidente della Provincia Maurizio Fugatti, che riguardo al regionalismo differenziato ha commentato: «Credo che il dibattito che c'è oggi a livello nazionale, per il percorso che ha avuto, faccia bene alle Autonomie speciali. Abbiamo bisogno di riflessioni come quella proposta dal saggio per capire dove siamo arrivati e dove possiamo arrivare». Il tema dell'autonomia non è però sempre stato visto in questo modo, anche a livello parlamentare, venendo spesso criticato e quasi demonizzato in passato: «Oggi il termometro è cambiato, anche per le autonomie - ha detto Fugatti - questo dibattito nato a livello nazionale ha fatto bene anche alle autonomie speciali, che oggi vengono viste come un modello al quale ispirarsi da parte di altre realtà regionali». E per la nostra regione, secondo il governatore, questi cambiamenti potrebbero anche fungere da spinta: «Per noi può essere uno stimolo, perché se anche gli altri crescono allora aumenta anche un po' la competitività, cresce la voglia di misurarsi: fa bene anche al Trentino sotto una forma di ricerca di miglior efficienza, che già abbiamo ma che dobbiamo sempre migliorare». Questo nuovo "vento d'autonomia" sta soffiando però non solo sul Nord Italia, a cui solitamente si associavano le richieste di autogoverno, ma anche su regioni come Marche, Umbria e Calabria: «E' un bene che ci siano realtà in cui aumenta la richiesta di autogoverno - ha evidenziato Fugatti- è dovuto probabilmente al fatto che si sta iniziando a capire che una gestione efficiente delle proprie risorse fa il bene della società stessa e dei cittadini».