Data 21/03/2007

La Provincia forma i dirigenti. All'Ente a maggioranza delle quote della Trentino School of Management

di Massimiliano Bona

Con l'acquisto, da parte della Provincia, della maggioranza delle quote della Trentino School of Management è stato attivato un centro dedicato alla formazione e all'aggiornamento del personale altamente qualificato della pubblica amministrazione.

Grazie a una modifica statutaria e al passaggio da consorzio a società consortile, ora la Tsm appartiene al 57,6% alla Provincia e per la parte restante alla Camera di Commercio e all'Università di Trento.

“Questa firma davanti al notaio - sottolinea il presidente della Provincia, Lorenzo Dellai - ha una particolare rilevanza, perché in tal modo diventa operativa una struttura che permetterà di organizzare, realizzare e gestire la formazione della Provincia e, in prospettiva, dell'intero sistema pubblico del Trentino”.

A mettere nero su bianco, con una spesa da parte della provincia di 350 mila euro, sono stati lo stesso Dellai, il presidente della Camera di Commercio e della tsm, Adriano Dalpez e il prorettore dell'Università di Trento, Mario Fedrizzi. A mettere in condizione la Provincia di formalizzare quest'operazione è stata la legge provinciale numero 3 del 16 giugno 2006, che prevedeva - tra le altre cose - all'articolo 35 "la possibilità di acquisto di una società, che permetta di organizzare la formazione della Provincia. Tale facoltà era stata subordinata dal legislatore a tre condizioni: che tutti i soci siano soggetti pubblici, che la Provincia detenga la maggioranza delle quote e che la finalità della società sia espressamente riferita al settore della formazione". Il primo comma dell'articolo 35 indica l'investimento massimo che l’amministrazione provinciale può destinare alla realizzazione dell'obiettivo, mentre il terzo comma stabilisce, tra le altre cose, che la partecipazione non può essere inferiore al 51 per cento. Prima di arrivare alla firma davanti al notaio è stato necessario incassare il via libera dei due soci già presenti in tsm, la Camera di Commercio e l'Università di Trento. La CdC poi ha ceduto una parte della propria quota, pari a 218.750 euro e lo stesso ha fatto l'Ateneo con quote pari a 131.250 euro. Ad accomunare queste tre istituzioni è l'interesse per la crescita delle persone, delle comunità e dell'economia per lo sviluppo di una vocazione internazionale dei sistemi locali.

La Provincia Autonoma di Trento vede, ora più che mai, in tsm un fondamentale supporto alle capacità competitive dell'intero territorio e il concretizzarsi di un riferimento non solo trentino, per la qualificazione nel mondo delle imprese e della pubblica amministrazione. Il consiglio di amministrazione di tsm, composto da cinque membri (tre indicati dalla Provincia e due dalla Camera di Commercio), sarà chiamato, nella prossima riunione, ad indicare il direttore.