Recensione: Oltre l’aula. Strategie di formazione nell’economia della conoscenza

di Floriana Samuelli

TITOLO: Oltre l’aula. Strategie di formazione nell’economia della conoscenza
AUTORE: Daniele Boldizzoni, Raoul C.D. Nacamulli (a cura di)
editore Apogeo, Milano
anno 2004

Il libro, che si avvale dei contributi di numerosi esperti e docenti nel campo dell’organizzazione aziendale, della gestione del personale e della formazione, si propone di fare il punto della situazione sulle attuali tendenze della formazione manageriale, con un intento non di tanto di sistematizzazione quanto di individuazione di alcune tendenze in atto.

Tra le tendenze di fondo della formazione i curatori del volume, Daniele Boldizzoni e Raoul Nacamulli, individuano una sorta di “superblending”, di fusione, che ci porti "oltre l'aula" integrando in modo appropriato i diversi metodi e strumenti di formazione attualmente presenti e disponibili, nell’ottica di una "pluralità di approcci" rispetto ai metodi, strumenti e setting formativi.

In oltre un trentennio, infatti, dagli anni '70 ad oggi, la formazione che si è succeduta all’interno delle organizzazioni di lavoro, è stata connotata inizialmente da una formazione essenzialmente in aula, che si é radicalmente trasformata nei due decenni successivi con la diffusione delle metodologie di experiental learning fuori dall'aula (anni 90 e primi anni del 2000) e con l'utilizzo delle nuove tecnologie informatiche, sia in presenza che a distanza.

I singoli contributi, infatti, esaminano le diverse tecniche e metodologie, dalla formazione individualizzata (coaching, mentoring, counseling) alle sessioni outdoor, agli utilizzi della letteratura e del cinema, alla formazione culturale, "in profondità"; illustrano l'impatto delle tecnologie sul processo formativo; presentano, infine, le principali metodologie per la valutazione dell'efficacia degli interventi formativi e l’organizzazione della funzione formazione.

Il volume è infatti organizzato in cinque parti. Le prime tre ripercorrono le più significative categorie di metodi emergenti in campo formativo: la formazione one-to-one, di aiuto personalizzato centrata su una persona o un gruppo, con contributi sul counseling per lo sviluppo delle competenze di Gian Franco Goeta, sulla leadership di Claudia Piccardo e sul coaching e il mentoringdi Alessia Rossi; le contaminazioni formative, ovvero i metodi che fanno ampio ricorso alle forme espressive proprie del cinema, del teatro, della letteratura, come luogo d’incontro e di scontro fra saperi differenti, dove Sergio Capranico affronta i temi dell’outdoor e del teatro, Gianluca Bocchi e Francesco Varanini quelli della scienza e della letteratura, Claudio Cortese e Chiara Ghisleri quello del cinema; la formazione info-tech, resa possibile dai mezzi d’informazione e comunicazione digitali e interattivi, con contributi di Cristiano Ghiringhelli, Paolo Ferri e Luca Solari. La quarta parte, analizza le principali tendenze rispetto ai metodi di valutazione degli interventi formativi, in un’economia in cui sempre maggiore importanza acquistano le attività intangibili e gli investimenti in capitale intellettuale, mentre l’ultima tratta dell’evoluzione della funzione della formazione nelle grandi aziende prendendo in considerazione i fenomeni della Corporate University e della balanced scorecard, come strumenti utili a guidare e orientare i processi formativi aziendali.

Dunque il problema dell’era attuale non è quello della semplice sostituzione di un metodo con un altro, in competizione tra loro, invece quello dell’integrazione e della partnership fra un’ampia gamma di metodologie disponibili. Una sorta di "superblending" appunto fra comunicazione, attività d’aula, experiential learning, e-learning, integrazione con sistemi HR, assistenza e supporto personalizzato.

Al centro del libro, segue una riflessione sulle tendenze emergenti, di fusione o miscelazione, che combina i punti di vista di ciascuno dei differenti approcci e il progressivo spostamento del focus degli investimenti dai contenuti al cambiamento dei comportamenti individuali e organizzativi. Tendenze che impongono ai formatori una riarticolazione delle competenze ma anche una presa di posizione rispetto all’impatto sulle strategie formative delle dinamiche economiche e culturali della globalizzazione.

Nell’era della società della conoscenza, connotata da fenomeni e concetti di globalizzazione, rete, capitale sociale, etica della responsabilità, la formazione non ha più un ruolo accessorio ma si configura come un anello forte della catena del valore delle aziende, delle istituzioni e del Paese. Per questo la formazione non è più residuale ma "allargata", come anello forte della catena del valore e che si riferisce, comprendendole, a molte fasi della vita lavorativa, luoghi diversi e metodologie molteplici e differenziate.

Entro questo scenario una sfida chiave risulta quella di riformare e ristrutturare l’architettura e il funzionamento del sistema formativo, per renderlo adeguato alle esigenze del nostro tempo. Nell’epoca attuale ci si rende cioè sempre più conto, che il mondo della formazione può realizzare un vero salto di qualità solo facendo sistema fra l’ampio ventaglio dei metodi d’aula, centrati sul trasferimento di conoscenze e di schemi concettuali, e quello altrettanto ampio ed ancora più variegato delle metodologie fuori dall’aula, fondate sull’experiential learning, la comunicazione e la formazione info-tech, i sistemi one-to-one e le contaminazioni formative.