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Data di pubblicazione

10 Novembre 2025

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La formazione, una casa solida e sicura per affrontare il futuro

Cresce e si rafforza il legame fra TSM-Trentino School of Management e SNA Scuola Nazionale dell’Amministrazione, che hanno recentemente rinnovato la propria collaborazione con la firma di un nuovo Accordo quadro di durata quadriennale nell’ambito della formazione del personale della pubblica amministrazione. Le aree di interesse riguardano soprattutto i temi dei contratti, delle competenze digitali, del management pubblico e dell’Intelligenza artificiale: temi chiave per una PA innovativa, competente e al servizio dei cittadini.

Sull’importanza di questo accordo abbiamo intervistato il presidente di TSM, Francesco Barone, che traccia, inoltre, un bilancio dell’anno che si avvia a conclusione.

Presidente Barone, quale valore assume l’accordo con SNA – Scuola Nazionale dell’Amministrazione e, in generale, quanto è importante collaborare a livello nazionale con altri enti che si occupano di formazione? 

Sviluppare una rete stabile tra gli enti e le istituzioni che formano il personale della pubblica amministrazione con il fine di condividere azioni concrete e buone pratiche è assolutamente strategico. Serve per rendere la formazione sempre più mirata, innovativa e al passo con i tempi, mantenendo un alto grado di qualità e una visione d’insieme del contesto delle PA. Una formazione che fornisca al capitale umano delle nostre amministrazioni – locali e nazionali – gli strumenti e le competenze per gestire con rinnovata capacità di approfondimento la complessità che stiamo vivendo. Con lo scambio fecondo di esperienze e progettualità, TSM diventa un interlocutore autorevole anche a livello nazionale per la formazione a supporto della “buona amministrazione” e dell’Autonomia del Trentino.

Quali altre collaborazioni sono in corso con enti o istituzioni formative?

Proprio recentemente, abbiamo siglato un importante e innovativo accordo con AgID – Agenzia per l’Italia Digitale per realizzare alcuni progetti formativi finalizzati a implementare le competenze digitali della popolazione sul territorio provinciale, con specifici percorsi dedicati, inoltre, al management pubblico.

Per altro, stiamo lavorando con ComPa Friuli-Venezia Giulia nell’ambito del progetto “Nuovi Ambienti di Apprendimento – filone Reti” che coinvolge anche gli enti formativi pubblici di Lombardia, Marche, Umbria e Provincia autonoma di Bolzano. Condividere le esperienze con altre realtà territorialmente e istituzionalmente diverse offre una preziosa opportunità di crescita e miglioramento reciproco, non solo per trovare soluzioni inedite per problemi vecchi e nuovi, ma anche per riscoprire soluzioni altrove sperimentate. Il confronto arricchisce e tutto ciò può produrre esternalità positive sui territori.

A gennaio il Ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha emanato una direttiva che porta a 40 il numero minimo di ore annue di formazione per ogni dipendente pubblico. Come valuta questa decisione?

Sicuramente, il ministro Zangrillo sta dimostrando grande attenzione al miglioramento della PA e la direttiva rappresenta un segnale molto importante e positivo, perché riconosce il valore della formazione continua.

È di tutta evidenza che la formazione possa essere una leva strategica per le pubbliche amministrazioni moderne, rappresentando un fondamentale investimento sul capitale umano, necessario a garantire efficienza, innovazione e risposte rapide e adeguate ai bisogni delle comunità. Questo vale, a maggior ragione, in un territorio che, grazie alla speciale Autonomia, esercita competenze su materie che nelle regioni ordinarie sono prerogative dello Stato.

Nella direttiva Zangrillo è immanente, oltre ad essere una finalità espressamente dichiarata, che le amministrazioni con il loro capitale umano debbano appropriarsi di una dimensione anche “valoriale” della formazione.

È un cambiamento di carattere culturale in cui la formazione non ha solo il ruolo di fornire alle persone conoscenze e competenze necessarie al raggiungimento degli obiettivi assegnati. Al contrario, l’obiettivo deve abbracciare il raggiungimento di una piena consapevolezza, anche personale, del ruolo svolto all’interno e all’esterno dell’amministrazione, contribuendo a far sentire i dipendenti pubblici parte attiva e protagonisti del progetto rappresentato dall’istituzione di appartenenza.

Il Catalogo dell’offerta formativa 2026 è pronto. A breve sarà presentato dopo l’approvazione da parte della Giunta provinciale. Quali sono le linee di intervento che lo caratterizzano?

Il Catalogo è una proposta di formazione all’insegna dell’innovazione, dell’aggiornamento costante e con una particolare attenzione alle competenze trasversali ed è il frutto che di una profonda analisi dei bisogni formativi. Innovazione tecnologica, trasformazioni sociali, nuove esigenze dei cittadini e una crescente complessità della realtà impongono un ripensamento costante e una capacità di autoadattamento delle istituzioni. Forse proprio la capacità di interpretare il cambiamento è la più preziosa risorsa che la formazione offerta da TSM può portare in dote, anche grazie al know-how di un personale altamente qualificato che ha dedicato la propria vita professionale al miglioramento della PA

L’offerta formativa raccolta nel Catalogo, realizzata in collaborazione con il Dipartimento organizzazione, personale e innovazione della Provincia autonoma di Trento, risponde alle sollecitazioni delle strutture amministrative del Trentino per accompagnare i dipendenti in un percorso di crescita continua, individuale e collettiva.

Abbiamo pensato un’offerta formativa costruita mattone su mattone, immaginando la pubblica amministrazione come una casa aperta ai cittadini. Non già un’amministrazione “contro”, ma una PA che cammini al fianco dei Trentini.

Tutto questo si concretizza in 132 corsi su temi nevralgici con cui la nostra pubblica amministrazione si deve confrontare, come l’Intelligenza artificiale, la transizione ecologica e la sostenibilità, senza, ovviamente, tralasciare le consuete e collaudate attività formative legate alla digitalizzazione della PA, alle competenze sui processi di sviluppo dell’Autonomia, alla formazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e agli aggiornamenti giuridici su appalti, contratti, europrogettazione e privacy, sulle quali siamo impegnati da anni.

Lei è presidente di TSM da poco più di un anno, proviamo a tirare qualche somma?

La Società – attraverso le numerose e innovative attività di formazione, studio, ricerca e progettazione – ha consolidato e accresciuto il proprio ruolo al servizio del Trentino e della sua Autonomia.

Nel 2025, alla fine di ottobre, in linea con i dati del 2024, abbiamo registrato oltre 78 mila iscrizioni ai nostri corsi, con più di 10.400 ore di formazione erogate, con un indice di gradimento espresso pari a 4,26 su una scala da 1 a 5 e, anzi, con un grado di attuazione delle attività superiore di circa il 10% rispetto all’anno precedente. Numeri lusinghieri, ma di cui non ci accontentiamo perché non è sufficiente progettare e valutare a valle la soddisfazione nei processi formativi, ma occorre verificarne l’impatto sulle organizzazioni. Considerati gli ingenti investimenti destinati dalla Provincia alle attività di TSM, è fondamentale valutarne la ricaduta, indagando quanto la formazione nella pubblica amministrazione riesca a migliorare, in concreto, i servizi offerti a cittadini e imprese. In altre parole, si deve garantire che la formazione non resti un’esperienza isolata, ma si traduca in un miglioramento tangibile della qualità del sistema pubblico.

Aggiungo, però, che TSM non è solo alta formazione per la PA: condivide, infatti, con le istituzioni trentine finalità e obiettivi e si adopera con studi e ricerche a mettere a disposizione del decisore istituzionale gli strumenti idonei a realizzarne gli intenti; è il caso, ad esempio, del recente lavoro di TSM-STEP sui centri storici montani.

Potremmo citare l’impegno di TSM sul sociale, dalle progettualità sulla violenza di genere alla crescente attenzione all’inclusione e alla disabilità, penso al progetto “(non) ti sento – abbattere le barriere comunicative per includere le persone con disabilità uditiva”, che ci è valso anche il Premio Olimpyus. Particolare – oltre che una novità – è l’impegno culturale con approccio divulgativo, sia partecipando ai Festival dell’Economia e dello Sport di Trento, dove abbiamo organizzato due eventi che hanno suscitato grande interesse nel pubblico, sia accettando un ruolo di coorganizzatori del Festival della Famiglia.

In generale, abbiamo collaborato e interagiamo in progettualità formative e di ricerca con i più importanti stakeholder del territorio, dai Comuni, baluardi delle comunità e primi interlocutori in senso verticale, agli enti del Terzo settore, attuatori del principio di sussidiarietà orizzontale.

Credo, insomma, che TSM rappresenti uno strumento unico a servizio dell’Autonomia trentina, fondamentale nel mantenere un equilibrio virtuoso fra la necessità di un Trentino proiettato verso il futuro, capace di confrontarsi e competere con le migliori realtà nazionali e internazionali, ma che sappia al contempo rimanere ancorato alla sua identità, alle sue radici e alle sue tradizioni.

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Nel corso degli anni abbiamo costituito un patrimonio di saperi e di competenze multidisciplinari e d’eccellenza. Un insieme di conoscenze, il nostro Territorio, che mettiamo a disposizione dei cittadini, delle imprese, delle organizzazioni e delle comunità locali, per supportare, attraverso le attività di formazione e ricerca, lo sviluppo equilibrato del nostro Trentino.

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