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Data di pubblicazione

16 Giugno 2007

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Mart, ecco il manager dell’immateriale

Se al Mart di Rovereto in questi giorni l’atmosfera è quella di un cantiere creativo, più che di un museo, è colpa dei ragazzi del Mac. Presentato ieri, e giunto ormai alla quarta edizione, il Master of Art and Culture Management si rende in questi giorni visibile attraverso “Complessità 4. Nel segno degli altri. Propriamentealtrui”.

La manifestazione consiste in una due giorni di eventi diversi, che spaziano dai tre forum incentrati sul temi dell’estetica del linguaggio e delle sue molte declinazioni culturali (poesia, teatro, scienza), fino alla presentazione di installazioni artistiche, performance, esposizioni di pittura, fotografia e videodanza.

Questa esplosione polimorfica ben riflette la filosofia del master, diverso da altri corsi di alta formazione per l’ampiezza dell’offerta didattica proposta agli studenti. Essi infatti potranno scegliere come spendere il loro talento scegliendo tra i vari laboratori di arte contemporanea, business planning, cinema, danza, letteratura ed editoria, teatro, musica, nuovi media, public art ed altro ancora.

Come ha spiegato il responsabile scientifico ed inventore del master, Ugo Morelli, lo scopo é quello di “creare un ambiente di crescita, in cui sia possibile sia pensare che sperimentare. Bisogna rompere i confini tra le discipline, portare gli studenti nella prassi, nell’esperienza”. La filosofia fondante del master é quella dell’imparare facendo, in modo che ai giovani professionisti della cultura non capiti di trovarsi, come ricordava la direttrice del Mart Gabriella Belli parlando degli inizi della sua carriera, in difficoltà di fronte alla stesura di un budget o a far quadrare un bilancio. L’università infatti fornisce gli strumenti culturali, ma raramente quelli prassici, necessari in questo settore.

Gli allievi, circa 35, provengono da ogni tipo di laurea e, stando ai racconti di chi ha già terminato gli studi negli anni passati, riescono generalmente ad inserirsi in diversi ambiti lavorativi quali l’editoria, la consulenza culturale per banche o privati, i musei e il city planning. Ancora una volta il Mart, mettendosi a disposizione per questa iniziativa, mostra la sua vocazione alla pedagogia di qualità, di laboratorio vivo dove la formazione assume un’importanza primaria. Se, come dice Morelli, non bisogna pensare alla gestione della cultura come ad un fenomeno essenzialmente economico, ma come alla “gestione di fattori immateriali a cui l’economia e il management tradizionali non danno risposte adeguate”, si comprende come mai nel programma vi sia ampio spazio all’analisi dell’estetica e della psicologia del fenomeno artistico.

Per offrire un assaggio di questo approccio, il programma di oggi propone, dalle 10 alle 13, un forum su “Neuroscienza e teatro: la percezione dell’altro nell’esperienza estetica”, durante il quale interverrà il professor Vittorio Gallese, il neuroscienziato scopritore dei famosi “neuroni a specchio”, ritenuti responsabili della capacità empatica dell’essere umano. Dalle 15 alle 18.00 si parlerà di “Origini del linguaggio e poesia: il valore etico dell’interpretazione di senso”.

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