News/Approfondimenti > 29 gennaio 2024

Competenze digitali, un tema centrale per il nostro futuro

di Giuseppe Iacono

I diversi rapporti pubblicati alla fine del 2023 sullo stato delle competenze digitali (da Istat, da Ocse, dall'Osservatorio Competenze Digitali e dall'iniziativa Repubblica Digitale), evidenziano come la situazione nazionale non sia positiva e non beneficia ancora degli impatti delle azioni presenti nel Piano operativo della strategia per le competenze digitali (aggiornato anch'esso a fine del 2023), molte delle quali finanziate nel PNRR e in gran parte nelle fasi iniziali.

I dati

Secondo il rapporto Istat “Cittadini e ICT” la quota di popolazione con competenze digitali almeno di base è rimasta stabile al 46% rispetto al 2021, con un trend preoccupante relativo alle competenze delle fasce giovanili, con una percentuale che nella fascia 16-19 è peggiorata di circa tre punti, adesso del 55,9% e inferiore di quasi sei punti rispetto a quella della fascia 20-24, e per di più in una dinamica di popolazione in decrescita. Tutto questo avviene in un contesto di incremento dell'utilizzo di Internet e dei servizi digitali e un ritardo da recuperare soprattutto sul fronte delle competenze relative alla sicurezza.

Se poi con i dati dell'Osservatorio Competenze digitali analizziamo il mismatch tra domanda e offerta di professionisti ICT riscontriamo che questo ha una dimensione di oltre 100mila posizioni mancanti, configurando una carenza di sistema che necessita di un approccio organico, di cui nel piano operativo troviamo una prima definizione.

Il piano operativo della strategia, infatti, risultato del ciclo annuale di monitoraggio, con gli obiettivi, misurabili, perseguiti nell'ambito di ciascuno dei 4 assi di intervento, e le principali azioni intraprese dalle singole amministrazioni e dalle organizzazioni della Coalizione Nazionale di Repubblica Digitale (ormai più di 270), disegna un quadro organico nazionale di azione in tema di competenze digitali, con le misure finanziate dal PNRR, in una prospettiva ampia e anche di lungo termine.

Il piano operativo, che punta a chiudere entro il 2026 il gap attuale sulle competenze digitali con Paesi come Germania, Francia, Spagna, con azioni in linea con i target europei del Decennio digitale, intende così contribuire alla riduzione dell'esclusione digitale e sociale oltre che allo sviluppo economico legato alla capacità sempre più significativa di guida, governo e utilizzo delle trasformazioni digitali e dell'evoluzione tecnologica, a partire dall'intelligenza artificiale.

Repubblica Digitale

Repubblica Digitale rappresenta, anche a livello europeo, un'iniziativa di riferimento nell'approccio strategico a temi trasversali come quello delle competenze digitali, secondo i principi dell'organicità, dell'integrazione e della modalità multistakeholder.

Nella nuova versione del piano operativo della strategia nazionale per le competenze digitali, sono naturalmente incluse azioni che incidono sui diversi assi di intervento, e quindi:

  • sul ciclo di istruzione e di formazione superiore, con una spinta per lo sviluppo delle competenze digitali per studenti e docenti, anche con un incremento delle competenze STEM;
  • sulla forza lavoro attiva sia nel settore pubblico che privato, con azioni basate su DigComp per la formazione dei lavoratori e dei giovani in cerca di lavoro, oltre che sul Syllabus definito per la PA;
  • sulle competenze specialistiche ICT, area debole dove sono inserite nuove azioni pubbliche, come quella indirizzata al sostegno all'aumento dei laureati nelle discipline ICT o alla formazione mirata all'occupazione, oltre le iniziative portate avanti dalle academy delle imprese;
  • sulle competenze dei cittadini, dove si attendono risultati significativi già a partire dalla seconda parte del 2024, grazie soprattutto ad alcuni progetti finanziati dal PNRR, come quelli sulle competenze digitali di base, con la previsione tra l'altro dell'attivazione o del potenziamento di tremila punti di facilitazione digitale sul territorio, per la costruzione di una vera e propria infrastruttura sul territorio utile all'apprendimento permanente.

Prospettive per il 2024

Con questa versione del piano e anche con il supporto che sarà fornito dal nuovo sito di Repubblica Digitale, in corso di integrazione con la piattaforma europea della Coalizione europea, crediamo siano state poste le condizioni per un impatto significativo sul tema delle competenze, per un cambiamento che risulta sempre più urgente.

Sempre nel corso del 2024 l'obiettivo è di fare in modo che la Coalizione Nazionale sviluppi sempre più le potenzialità di sinergia sia nella fase di progettazione che di realizzazione delle iniziative, anche con il consolidamento dei risultati dei gruppi di lavoro tematici che sono stati avviati, come quelli sul gaming (di cui sono state pubblicate sul sito le prime raccomandazioni), sul divario di genere (in corso di pubblicazione), sulle competenze specialistiche ICT e sull'inclusione digitale (che ha già prodotto dei primi risultati a breve a disposizione delle migliaia di facilitatori che sono in formazione nei progetti PNRR sulle competenze digitali di base).

Il Piano si propone, infatti, anche rispetto a due obiettivi fondamentali come l'incremento della popolazione con competenze digitali almeno di base (circa il 70% è l'obiettivo al 2026) e degli specialisti ICT (qui nel 2026 ci si aspetta di poter perseguire il 7% di percentuale degli occupati), come luogo di coprogettazione e lavoro collaborativo multistakeholder, di singoli individui, degli attori pubblici, del terzo settore e privati, nella logica dell'open government.

Tuttavia, il percorso da compiere è ancora lungo, e anche il recente rapporto Istat lo evidenzia, ed è importante che tutti gli attori già coinvolti – e quelli che lo saranno prossimamente – si impegnino per il conseguimento, in maniera congiunta e organica, degli obiettivi essenziali per lo sviluppo del nostro Paese, sapendo che la situazione può essere migliorata profondamente se si mantiene nel tempo l'adeguata attenzione sul tema competenze, "affare di tutti".