News/Approfondimenti > 31 marzo 2022

Coniugare innovazione e cambiamento

di Paola Borz

È di tutta evidenza che la pandemia, con i suoi drammatici effetti, ha fortemente accelerato la diffusione dello smart working come risposta “obbligata” ai lockdown e alle esigenze legate al distanziamento sociale provocato dai rischi di contagio. È stata una ragione in più per dare ulteriore impulso a questa particolare pratica che oggi possiamo considerare come un'opportunità per migliorare l'organizzazione, la produttività e i livelli di soddisfazione del personale. In questa prospettiva si colloca anche l'esperienza realizzata da Tsm-Trentino School of Management, che ha preso avvio prima che la pandemia mettesse lo smart working al centro dell'attenzione delle imprese, dei lavoratori e delle cronache. La prima cosa da osservare è che per ottenere i risultati voluti è importante coinvolgere, con modalità e impegni diversi, tutti i soggetti direttamente o indirettamente coinvolti perché sia chiara la visione d'insieme e gli obiettivi da raggiungere, non dimenticando che il cambiamento interessa anche colleghi e colleghe non smart workers.

Anzitutto occorre capire che il lavoro a distanza richiede alle singole persone di sviluppare una capacità di auto-organizzarsi e di sapersi relazionare in modo professionalmente qualificato con colleghi, colleghe, responsabili, clienti, utilizzando strumenti comunicativi diversi. Per questo scopo sono fondamentali azioni di formazione e sostegno specifiche, che possono aiutare:

  • i lavoratori e le lavoratrici a ri-focalizzare sé stessi e la propria identità professionale in un contesto lavorativo mutato, ad acquisire strumenti e tecniche per approcciare positivamente i cambiamenti e le potenzialità dell'esperienza di smart working, o telelavoro, sia a livello organizzativo sia relazionale;
  • i manager e le manager ad assumere competenze di gestione e valorizzazione del personale in lavoro a distanza e non; a sviluppare leadership inclusiva;
  • gli HR e le HR a rivedere la vision, adeguare la strategia, gli strumenti e le tecniche utili a disegnare e presidiare la nuova flessibilità organizzativa e le nuove modalità gestionali.

Per trarre il maggior vantaggio dallo smart working e, in generale, dagli strumenti che incidono sulla flessibilità del lavoro, il cambiamento organizzativo va sviluppato agganciando, coinvolgendo e supportando per lo meno il binomio risorsa/manager di riferimento. Negli anni Tsm ha maturato un robusto know-how accumulando competenze strategiche nella progettazione e implementazione di diversi percorsi di telelavoro e smart working, sia attraverso la diretta sperimentazione all'interno dell'ente sia attraverso l'accompagnamento di altre realtà organizzative, in particolare la Provincia autonoma di Trento. Tale attività ha consolidato un team di esperti ed esperte che, nel tempo, hanno elaborato percorsi al contempo strutturati, flessibili e personalizzabili sulle esigenze e sugli obiettivi specifici delle singole aziende. I percorsi sono rivolti a quattro tipologie di richieste di accompagnamento, che possono essere anche combinate tra loro:

  1. per chi vuole attivare progetti di smart working e/o di telelavoro;
  2. per chi li ha attivati e vuole strutturarli in modo diverso;
  3. per chi vuole migliorare i risultati ottenuti;
  4. per chi vuole “leggere” le ricadute dei progetti avviati.

Nel caso specifico di Tsm, è stato inoltre introdotto da anni, e già prima della pandemia, un importante progetto di smart working che coinvolge tutta l'organizzazione, con un'adesione superiore al 90% dei collaboratori e delle collaboratrici. Il restante 10% aveva deciso liberamente di non adottare questa nuova modalità lavorativa. Sperimentare internamente ciò a cui avevamo lavorato a lungo, soprattutto per conto della Provincia autonoma di Trento, e a cui avevamo dedicato tempo ed energie nel corso dei processi di accompagnamento e supporto ad altri enti è stato particolarmente significativo perché ci ha consentito di toccare con mano le conseguenze della digitalizzazione e trasformazione organizzativa, alimentando ancor più il nostro interesse per l'innovazione e tutti i più piccoli segnali che l'accompagnano. L'esperienza di questi anni è stata fondamentale nel facilitare la riorganizzazione del lavoro nel periodo di lockdown conseguente alla pandemia per Covid-19, sia al nostro interno sia rispetto ai servizi offerti ai nostri clienti. Aprendo lo sguardo sulla situazione più generale, le ricerche evidenziano che il lavoro a distanza interviene positivamente in molti ambiti di attenzione organizzativa: economico, tecnologico, gestionale e ambientale. Lo smart working risponde inoltre alle richieste di sempre maggior personalizzazione di soluzioni ai bisogni delle singole persone e dei nuclei familiari.

Le precondizioni per il successo del lavoro agile sono però:

  • un forte commitment aziendale
  • l'accompagnamento al cambiamento con interventi di formazione e coaching
  • il monitoraggio costante

la capacità di definire obiettivi e di valutarne il raggiungimento attraverso il coinvolgimento di tutto il team nel processo di cambiamento:

  • Lo smart working favorisce lo sviluppo di managerialità e leadership perché presuppone:
  • una filosofia di gestione e sviluppo del capitale umano
  • l'utilizzo di indicatori di risultato più evoluti, e specifici, rispetto a quelli tradizionali.

Come si legge in un importante saggio del Chartered Institute for Personnel and Development-CIPD, “The impact of work organization and job design”, si tratta di “un approccio all'organizzazione del lavoro che mira a ottenere maggiore efficienza ed efficacia raggiungendo migliori risultati lavorativi e organizzativi attraverso la combinazione di flessibilità, autonomia e corresponsabilizzazione, in parallelo con l'ottimizzazione degli strumenti e del contesto lavorativo”. In questa definizione entrano in gioco una pluralità di elementi strategici traducibili in parole chiave del management moderno: flessibilità, autonomia, corresponsabilità, strumenti e contesto.

Qualunque sia l'angolatura da cui abbiamo guardato lo smart working, abbiamo colto soprattutto vantaggi e potenzialità più che problemi e difficoltà. Anche nella situazione complessa e stressante del lockdown, le prime indagini svolte, ci dicono che sono più le persone – responsabili e risorse – soddisfatte e intenzionate a continuare l'esperienza di quelle che auspicano un ritorno alla situazione lavorativa precedente.

È stata dunque aperta una strada, da cui difficilmente si tornerà indietro e che potrà portare a risultati importanti, soprattutto se sapremo fare gioco di squadra. Proprio in questa direzione va il “Piano strategico per la promozione del lavoro agile nella provincia di Trento” approvato dalla Giunta provinciale, con il quale si intende dare una prospettiva di medio lungo periodo per la nuova normalità post pandemia, proponendo, sia alle organizzazioni pubbliche che a quelle private un piano per l'incremento del lavoro agile come possibile fattore di innovazione organizzativa e di sviluppo sociale ed economico del territorio.