News/Approfondimenti > News 27 giugno 2022

Il perimetro della conciliazione

Come noto l'emergenza pandemica ha indotto le imprese italiane a divenire più consapevoli del proprio ruolo sociale, investendo maggiormente sul fronte del welfare; d'altra parte nei più recenti accordi sindacali, di primo e secondo livello, temi quali lo smart working e la flessibilità oraria hanno fatto la loro comparsa in modo sempre più diffuso.

Tra gli obiettivi del percorso vi era principalmente quello di allargare anche alle parti sociali l'esame e la discussione di temi e strumenti dedicati alla conciliazione vita-lavoro e più in generale al benessere lavorativo.

I docenti coinvolti, Chiara Agostini e Valentino Santoni di Percorsi di Secondo Welfare, Vito Leccese, ordinario di Diritto del lavoro all'Università di Bari e Gaetano Zilio Grandi, ordinario di Diritto del lavoro dell' Università Cà Foscari di Venezia e Presidente AISRI (Associazione italiana di Studio delle relazioni industriali), con differenti approcci teorici hanno sottolineato i vantaggi sociali ed economici per un'organizzazione lavoro che, in una logica win-win, armonizzi il più possibile sfera lavorativa e personale, non circoscrivendo le difficoltà di conciliazione a questioni di genere e i carichi di cura alle sole donne.

Nel “perimetro” della conciliazione rientra l'ambito dell'organizzazione del lavoro, della qualità delle relazioni di lavoro, elementi di cambiamento culturale nelle leadership e piani di welfare.

I primi due webinar, tenuti da Percorsi di Secondo welfare, hanno offerto ai partecipanti una panoramica esaustiva circe le diverse misure di conciliazione, suddivise in misure a sostegno del nucleo familiare e misure invece atte a migliorare il benessere lavorativo, attualmente previste in Italia, con un accento sulla loro centralità per garantire sistemi di protezione sociale efficaci e sostenibili.

Nel secondo incontro il focus era orientato sulle diverse misure di welfare occupazionale, sia contrattuale che non contrattuale, come ad esempio forme di previdenza complementare, di sanità integrativa, servizi per l'infanzia e assistenza familiare, trasporto, mutui e prestiti. Un momento specifico è stato dedicato al Premio di Risultato e alla possibilità, ancora poco praticata dai lavoratori delle aziende italiane, di convertirlo in benefit di welfare.

L'intervento del professor Leccese si è maggiormente concentrato sul tema della flessibilità oraria e sul ruolo della contrattazione collettiva su orario di lavoro, ferie, pause e riposi ma anche sulla definizione di una banca delle ore o della concessione del part-time. Zilio Grandi ha invece offerto ai partecipanti interessanti spunti sul ruolo del lavoro digitale, nell'ambito della contrattazione di prossimità, e su alcune misure di contrattazione decentrata già adottate sul tema.

Nel laboratorio conclusivo, organizzato in presenza, si è partiti dalle esperienze, in azienda o nell'organizzazione di appartenenza, dei singoli partecipanti che hanno individuato alcuni focus di discussione sui quali confrontarsi in sottogruppi di lavoro. Il laboratorio sperimentale, condotto dalla dottoressa Anna Maria Ponzellini, sociologa del lavoro, il 9 giugno, è stato uno spazio dedicato ai partecipanti, utile a contestualizzare le conoscenze apprese durante le lezioni frontali in relazione al ruolo, all'esperienza professionale del singolo partecipante e al territorio. I partecipanti sono stati suddivisi, in base ad auto candidatura, in 4 gruppi, ciascuno dedicato a un aspetto della conciliazione vita-lavoro: welfare aziendale, servizi territoriali, part-time e lavoro agile.

All'interno di ciascun gruppo sono state discusse alcune proposte, elaborate individualmente dai partecipanti. Nel laboratorio sono state ipotizzate soluzioni di carattere organizzativo che possono essere adottare dalle aziende con il coinvolgimento diretto delle parti sociali e la partecipazione dei lavoratori.

Ciò che è emerso, con una certa forza, è che le organizzazioni presenti hanno espresso una forte domanda di formazione che valorizzi la dimensione operativa e l'approfondimento delle esperienze in un'ottica di accompagnamento consulenziale. Il percorso ha dimostrato che imprese, enti locali, associazionismo datoriale e sindacale sono sempre più interessati a questi temi e condividono la necessità di adottare soluzioni e strumenti per il benessere e la fidelizzazione dei propri lavoratori per aiutare la ripresa e il recupero di produttività e competitività nel settore privato, e contribuire a sostenere le sfide e i cambiamenti a cui è chiamato il settore pubblico.

Il percorso si è svolto per la maggior parte degli incontri (5) in modalità online mentre l'ultimo momento previsto ha avuto luogo nella prestigiosa cornice del quartiere “Le Albere”, presso la sede di ISA Istituto Atesino di Sviluppo.

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