Press > 15 marzo 2004

Museo Flessibile, al MART l'esempio del Pompidou

ROVERETO - Venerdì scorso si è svolto il quarto evento-conferenza con MASTERinvita - gli incontri che la Trento School of Management organizza presso la Sala Conferenze del Mart di Rovereto - che può essere considerato come Un naturale proseguo dei due precedenti, con il professor Sacco e mister Rogers che avevano. affrontato rispettivamente elementi teorici ed esperienze pratiche dell'efficace gestione di grandi. centri culturali.

L'ospite illustre e attesissimo di questa tornata era Bruno Racine, presidente del Centre Pompidou di Parigi, un personaggio che di amministrazione di beni culturali e di musei ne sa qualcosa, avendo a che fare tutti i giorni con una .struttura pensata complicata fin dalla sua costruzione, trent'anni fa.

Il Centre Pompidou - si ricorda - è quell'oggetto colorato (una architettura caratterizzata da un misto stilistico di brutalismo, costruttivismo e funzionalismo e progettata da un Renzo Piano poco più che trentenne) collocato all'interno del tessuto storico di Parigi dentro il quale trovano posto il Museo Nazionale di Arte Moderna, un Cinema, una Biblioteca di pubblica informazione e l'Istituto di ricerca acustica e musicale.

Una macchina poderosa - pensata a tavolino da un illuminato presidente, Pompidou appunto - con Un flusso di circa sei milioni di visitatori all'anno e che proprio in questa forma architettonica nuova e simbolica doveva trovare la metafora dell'appartenenza popolare e libera dell'arte e soprattutto il concetto-chiave (e per allora molto innovativo). Che il progresso sociale poteva essere solo una conseguenza successiva della crescita culturale delle persone.

Durante la lezione Racine ha illustrato-alcune metodologie di funzionamento del museo cercando anche dei paralleli e dei riferimenti in altri musei di portata internazionale.' nel resto del mondo come il Moma di New York, il Museo di Amsterdam e il Museo di Arte Moderna di Stoccolma. A partire ad esempio, dall'importanza di una collezione permanente del museo.

Che va continuamente accresciuta anche lavorando con strumenti legislativi e finanziari (permettendo cioè un recupero delle donazioni e dei. prestiti sul pagamento delle tasse). La collezione permanente va inoltre esposta solo per una piccola percentuale (intorno al 5%) e il resto può essere ceduto ad altri musei a titolo oneroso. Altro punto importante è il concetto di flessibilità che riguarda sia la struttura che la gestione.

La flessibilità può essere nello spazio architettonico, che deve diventare una vera e propria parte della città (come la piazza del Centre Pompidou costantemente utilizzata dagli artisti di strada). Inoltre gli orari devono essere flessibili con apertura serale sette giorni su sette e flessibili devono anche essere gli spazi espositivi con una alternanza ragionata tra mostre permanenti e quelle temporanee. Per il futuro Racine prevede la possibilità di un accesso gratuito online di tutte le opere (circa cinquantamila) sicuro che “non verranno a mancare così dei visitatori. Anzi essi potranno solo aumentare perché nulla può sostituire l'emozione del rapporto diretto con l'opera d'arte”. Leggendo la conferenza in filigrana si possono trovare numerosi consigli utili anche per l’amministrazione del nostro Mart che, com'è noto, dal punto di vista economico dipende in tutto e per tutto dalla Provincia Autonoma di Trento, ma che dal punto di vista della bellezza e dell'ambizione non ha niente da invidiare ai grandi musei del mondo.