Press > 16.11.2018

Dirigenti provinciali, convegno sullo smart working

regioni.it

Amministrazione -Il convegno rivolto ai dirigenti provinciali ha evidenziato l’esigenza di applicare anche nella pubblica amministrazione il modello del ''lavoro agile''.


“Nuove flessibilità: il lavoro agile”, questo il titolo del convegno per i dirigenti dell’amministrazione provinciale svoltosi nei giorni scorsi a Bolzano. Anche attraverso l’utilizzo del cosiddetto “lavoro agile” o “smart working” la Provincia vuole migliorare la propria attrattività e concorrenzialità nell’ambito del mercato del lavoro. ''I lavoratori - ha affermato nel suo intervento l’assessora al personale, Waltraud Deeg -  hanno bisogno di buoni presupposti per fare una scelta nell’ambito del mercato del lavoro ed è nostro compito definire queste condizioni quadro”. L’assessora ha quindi esortato i dirigenti presenti al convegno ad operare allo scopo di creare una nuova cultura dirigenziale. In quest’ambito, ha proseguito, la flessibilizzazione del lavoro richiede una delega di responsabilità e di fiducia, ma anche il raggiungimento degli obiettivi prefissati. La Provincia sta già lavorando alla realizzazione di un concreto progetto di partnership tra pubblico e privato allo scopo di introdurre il cosiddetto “smart working” anche nell’ambito della pubblica amministrazione.  La maggior parte dei 150 dirigenti presenti al convegno ha definito “molto importante” il modello di lavoro flessibile. I principali vantaggi del modello di “lavoro agile” vengono identificati nella maggiore conciliabilità tra la famiglia ed il lavoro e nella maggiore attrattività del posto di lavoro.


Nel corso del convegno Hermann Troger, docente universitario e consulente d’impresa, ha sottolineato l’opportunità che la Provincia svolga un ruolo di modello ed operi in maniera  attiva in quest’ambito allo scopo di acquisire il miglior personale disponibile sul mercato del lavoro. L’esigenza di utilizzare gli strumenti dello “smart working”, ha aggiunto, è stata riscontrata sia tra i lavoratori più giovani che tra i più anziani. Per questa ragione, ha affermato, è opportuno che i dirigenti sviluppino un nuovo stile manageriale nel quale svolgono un ruolo centrale la fiducia e nuove forme di delega. Paola Borz, direttrice generale della Trentino School of Management, ha definito il modello del “lavoro agile” come una sorta di progetto”win-win” dal quale possono derivare quindi vantaggi significativi sia per il datore di lavoro che per il lavoratore. Nel concreto il modello dello “smart working” prevede la possibilità per il collaboratore di svolgere il proprio lavoro in maniera indipendente dal posto di lavoro. Attualmente questa opportunità è già operativa nell’ambito dell’amministrazione provinciale grazie al telelavoro, grazie al quale il dipendente può svolgere una parte del proprio lavoro da casa. Anche in Trentino, dall’inizio degli anni 2000, è presente un modello analogo che negli ultimi anni è stato ulteriormente sviluppato. Attualmente oltre il 12% dei 4000 dipendenti della Provincia di Trento utilizzano una delle quattro possibili forme di “smart working”, e tra questi anche alcuni dirigenti.  Monica Parrella, dirigente generale del Dipartimento pari opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, che ha preso parte al convegno in videoconferenza, ha sottolineato che tra i vantaggi dello “lavoro agile” vi è anche l’aumento della produttività  e della motivazione da parte dei collaboratori, nonché il notevole contrito alle pari opportunità. Marjaana Gunkel, docente della Facoltà di economia della LUB ha posto l’accento sullo strumento dei colloqui individualizzati che possono consentire l’identificazione, nell’ambito del “lavoro agile”, di soluzioni positive sia per il datore di lavoro che per il lavoratore nell’identificazione di un equilibrio tra i tempi del lavoro e della famiglia.