Press > 16.09.2019

L’arte dei muretti a secco, patrimonio Unesco: parte un progetto per il recupero

L'arte dei¬†muri a secco, patrimonio immateriale dell'umanit√†, elemento fondamentale del¬†paesaggio trentino, essenziale per la salvaguardia del territorio e della sua biodiversit√†, tradizione da conservare e tramandare alle nuove generazioni. E' stata sottoscritta, oggi, alla¬†Fondazione Edmund Mach¬†la convenzione che valorizza i muretti a secco presenti in Trentino, a cominciare da quelli della Fondazione Mach, promuovendone la manutenzione attraverso corsi di formazione.< A sottoscrivere il documento sono stati il¬†presidente FEM, Andrea Segr√®, il Presidente di Trentino School of Management ‚ÄstTSM, Sabina Zullo,¬†il Presidente di Patrimonio del Trentino,¬†Mario Agostini.

Alla conferenza stampa sono intervenuti anche Iva Berasi,¬†direttore della Accademia della Montagna, i docenti della Scuola della Pietra,¬†Massimo Stoffella e Massimiliano Chemolli¬†della Scuola. I terreni della FEM diventeranno delle vere e proprie aule didattiche, con i¬†suoi 143 ettari di coltivazioni in Trentino¬†e tre chilometri di muretti a secco che necessitano di manutenzione L'arte dei¬†muri a secco, patrimonio immateriale dell'umanit√†, elemento fondamentale del¬†paesaggio trentino, essenziale per la salvaguardia del territorio e della sua biodiversit√†, tradizione da conservare e tramandare alle nuove generazioni. E' stata sottoscritta, oggi, alla¬†Fondazione Edmund Mach¬†la convenzione che valorizza i muretti a secco presenti in Trentino, a cominciare da quelli della Fondazione Mach, promuovendone la manutenzione attraverso corsi di formazione. A sottoscrivere il documento sono stati il¬†presidente FEM, Andrea Segr√®, il Presidente di Trentino School of Management ‚ÄstTSM, Sabina Zullo,¬†il Presidente di Patrimonio del Trentino,¬†Mario Agostini.

Alla conferenza stampa sono intervenuti anche Iva Berasi, direttore della Accademia della Montagna, i docenti della Scuola della Pietra, Massimo Stoffella e Massimiliano Chemolli della Scuola.

I terreni della FEM diventeranno delle vere e proprie aule didattiche, con i suoi 143 ettari di coltivazioni in Trentino e tre chilometri di muretti a secco che necessitano di manutenzione.

Ente formatore sarà la TSM, in particolare la Scuola trentina della Pietra a secco della Accademia della Montagna, comodataria la FEM che si impegnerà a svolgere i lavori di manutenzione sui terreni in gestione e comodante-proprietario Patrimonio del Trentino, proprietaria dei fondi che si accollerà i costi relativi alla manutenzione dei muri a secco.

La Fondazione, pur guardando avanti nella ricerca e nell'innovazione, ‚Äď afferma il presidente FEM,¬†Andrea Segr√®¬†‚Äď rimane attenta al governo del territorio e alle sue tradizioni. La convenzione firmata oggi permetter√† di consolidare la collaborazione tra FEM, Accademia della Montagna ‚Äď TSM e Patrimonio del Trentino, per tutelare e tenere viva l'arte, ormai¬†storica e patrimonio UNESCO,¬†dei muretti a secco. √ą sempre importante ricordare che un territorio ha con s√© storia e tradizioni che vanno confermate e tramandate. Il protocollo va in questa direzione, promuovendo al contempo l'educazione al paesaggio e la sua cura‚ÄĚ.

Ruolo della scuola della Pietra ‚Äď spiega la presidente di TSM,¬†Sabina Zullo‚Äď √® recuperare un'abilit√† dichiarata bene dell'Umanit√† dall' UNESCO -l'Unesco ha iscritto¬†‚ÄúL'Arte dei muretti a secco‚Ä̬†nella lista degli elementi immateriali¬†dichiarati Patrimonio dell'umanit√†¬†in quanto rappresentano ‚Äúuna relazione armoniosa fra l'uomo e la natura‚Äú- ed un patrimonio¬†diffuso in tutto il mondo, che in passato caratterizzava la nostra agricoltura e che ci ha lasciato splendidi¬†paesaggi terrazzati¬†che oggi distinguono destinazioni turistiche e danno qualit√† ai¬†prodotti agricoli.

I muri a secco aiutano nella salvaguardia dei nostri territori e perché svolgono un ruolo vitale nel combattere l'erosione e la desertificazione delle terre, ma anche perché migliorano la biodiversità e creano le migliori condizioni microclimatiche per l'agricoltura.

‚ÄúL'utilizzo della pietra con tecniche di posa non rispettose dei precetti fondamentali del costruire, primo fra tutti la forza di gravit√†, ha portato negli ultimi anni‚Ästsecondo il Presidente di Patrimonio del Trentino,¬†Mario Agostini‚Ästalla realizzazione di muri che propongono forzature quali la proposizione in alzato la tessitura dei pavimenti ad opera incerta, di architravi fatti di sassi appesi, di paramenti di altezze non compatibili con un corretto utilizzo del materiale. Il consuntivo dell'utilizzo della pietra secondo tecniche di posa artificiose √® quello di costi estremamente rilevante per risultati comunque incoerenti in termini di lessico costruttivo. Riteniamo pertanto che l'incentivo al recupero della tecnica del muro a secco costituisca un passaggio rilevante in termini paesaggistici ed un contributo alla diffusione di una cultura del costruire utilizzando i materiali in ragione della loro reale natura‚ÄĚ.

‚ÄúIn Trentino ‚Ästha precisato Iva Berasi,¬†direttore della Accademia della Montagna, intervenuta alla conferenza stampa- √® nata la Scuola italiana della pietra a secco e abbiamo contribuito cinque anni dopo alla formazione del dossier per il riconoscimento UNESCO. La scuola √® nata su un bisogno reale inerente ‚Äúil patto destra Adige' per il recupero di splendidi muretti a secco perimetrali. Avuto il finanziamento non √® stato facile trovare le maestranze per la costruzione. Ecco allora che all'interno delle competenze di Accademia sulla valorizzazione delle professionalit√† della montagna ci si √® dedicati al recupero di una abilit√† diffusa in passato nel mondo dell'agricoltura dove era normalit√† costruire e fare manutenzione ai muri a secco che in Trentino sono presenti con un patrimonio di circa tremila chilometri come attestato dall'osservatorio del paesaggio‚ÄĚ.