Press > Press 15.11.2020

Pokerissimo di Michele Trentini: un premio ai suoi documentari tutti sulla ruralità alpina

L'Adige

La serie di 8 documentari dedicati al paesaggio realizzati da Michele Trentini tra il 2008 e il 2018 ha ottenuto la Menzione Speciale della Giuria al Premio Fare Paesaggio, istituito dall'Osservatorio del Paesaggio della Provincia Autonoma di Trento per sostenere la salvaguardia e la gestione del paesaggio alpino. Il Premio Fare Paesaggio consiste in una selezione triennale di opere, progetti e iniziative realizzati nel territorio definito dalla Convenzione delle Alpi, che sappiano esprimere obiettivi di elevata qualità paesaggistica e sostenibilità ambientale. Gli 8 documentari, pubblicati in dvd-book da Cierre editore e presentati in diverse edizioni del Trento Film Festival, mettono in primo piano il punto di vista degli abitanti e degli interpreti dei paesaggi alpini di Trentino, Veneto e Friuli. Quattro documentari, “Piccola terra”, “Contadini di montagna”, “Uomini e pietre” e “Manufatti in pietra” sono dedicati al rapporto tra paesaggi terrazzati, agricoltura e montagna; altri quattro documentari, “Cheyenne, trent'anni”, “Ritratti in malga”, “Latte Nostro, Gemona del Friuli”, “Latte Nostro, Val di Peio” mettono in primo piano il tema della pastorizia e della produzione casearia come attività fondamentali per il mantenimento dei pascoli in alta quota.
Queste le motivazioni della giuria, presieduta dal paesaggista portoghese João Nunes: “Il progetto cinematografico interpreta e documenta in termini diretti e non retorici alcune strutture paesaggistiche tipiche del mondo alpino, legate alla gestione delle attività agricole e dell'allevamento in montagna. Il rapporto inscindibile tra i luoghi e le persone che li gestiscono è il filo conduttore che connette tra loro le diverse tappe in cui è articolata l'iniziativa cinematografica. La visione dei film restituisce allo spettatore una dimensione non estetizzante dei luoghi della ruralità alpina dove gli artefici di quei paesaggi narrano direttamente e senza filtri o sovrapposizioni interpretative le loro esperienze di vita, l'orgoglio per il loro ruolo sociale e le difficoltà che incontrano nella loro quotidianità. Luoghi ricchi di fascino e di valori, frutto di scelte professionali ed esistenziali che in alcuni casi sono vissute in continuità con una tradizione familiare radicata e in altre situazioni sono delle vere avventure personali alla conquista di nuovi orizzonti di vita. L'indubbia padronanza della tecnica cinematografica mostrata dall'autore unita ad una capacità di lettura del paesaggio correttamente letta in prospettiva antropologica, generano un prezioso lavoro di documentazione che si interroga sul futuro del paesaggio della montagna alpina, mostrando con realismo le contraddizioni le difficoltà e le potenzialità di luoghi e di persone che lottano per affermare la propria centralità”.