Diritto amministrativo e diritto civile: nuovi orizzonti per la P.A.
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Diritto amministrativo e diritto civile: nuovi orizzonti per la P.A.

a cura di Anna Simonati

Quarta di copertina

“In base alla tradizionale teoria “panpubblicistica”, esiste una sorta di tendenziale corrispondenza biunivoca fra l'attività svolta dalla pubblica amministrazione e l'utilizzo del diritto privato. A lungo questa impostazione risulta prevalente, nonostante si ravvisi la significativa eccezione costituita dall'evidenza pubblica. Oggi, però, la sua validità assiomatica è posta in dubbio e progressivamente si fa strada l'idea che anche le pubbliche autorità possano avvalersi di moduli operativi di stampo privatistico.

In questa prospettiva, è necessario considerare i principali istituti che, pur rientrando tradizionalmente nell'alveo del diritto civile, possono essere utilizzati anche dall'amministrazione per la realizzazione dei fini suoi propri.”

Collana: Materiali di Lavoro|tsm

Premessa

 

1. Ammissibilità dell'utilizzo del diritto civile da parte della P.A.: profili generali

1.1. Un istituto problematico in chiave storica e comparatistica: il contratto di diritto pubblico (cenni)

1.2. L'ordinamento italiano l'art. 1, comma 1 bis, 1 n. 241/1990

1.3. Segue: il rapporto fra il comma 1 bis ed i commi 1 e 1 ter, 1 n.241/1990

 

2. Provvedimenti costitutivi ed effetti civilistici

3. I contratti “ad evidenza pubblica”

4. Gli accordi ex art. 11 l. n. 241/1990

5. La transazione

6. Profili organizzativi: le società partecipate e l'organismo di diritto pubblico (cenni)

Conclusioni

Riferimenti bibliografici

La docenza 

In base alla tradizionale teoria “panpubblicistica”, esiste una sorta di tendenziale corrispondenza biunivoca fra l'attività svolta dalla pubblica amministrazione e l'utilizzo del diritto privato. A lungo questa impostazione risulta prevalente, nonostante si ravvisi la significativa eccezione costituita dall'evidenza pubblica. Oggi, però, la sua validità assiomatica è posta in dubbio e progressivamente si fa strada l'idea che anche le pubbliche autorità possano avvalersi di moduli operativi di stampo privatistico.

I recenti sviluppi del diritto amministrativo italiano dimostrano come il legislatore segua un orientamento sostanzialmente ambivalente.

Da un lato, emerge l'espansione del modello pubblicistico, in particolare mediante l'istituzione di nuovi soggetti di diritto speciale, incaricati della gestione di alcuni settori “di confine” (si pensi alle fondazioni, spesso nate delle ceneri di preesistenti strutture pubblicistiche, diramazione di enti pubblici territoriali), a volte anche “sensibili” (si pensi alle autorità amministrative indipendenti).

D'altro lato, però, è altrettanto forte la tendenza alla privatizzazione, che già ha vissuto una stagione di particolare vitalità nel settore del rapporto di lavoro con le pubbliche amministrazioni e con la trasformazione – a partire dagli ultimi anni del secolo scorso – di numerosi enti pubblici in società per azioni.

Attualmente, poi, molti ripongono grande fiducia nella possibilità che l'utilizzo da parte della stessa p.a. di istituti e meccanismi giuridici tratti dal diritto civile rappresenti di per sé veicolo di efficienza. Tale opinione va valutata alla luce della necessità che sia comunque garantito il perseguimento dell'interesse della collettività. Questa esigenza, infatti, rappresenta il limite oltre il quale neanche la privatizzazione può condurre.

In questa prospettiva, è necessario considerare i principali istituti che, pur rientrando tradizionalmente nell'alveo del diritto civile, possono essere utilizzati anche dall'amministrazione per la realizzazione dei fini suoi propri.

Per queste ragioni si rende opportuno esaminare le implicazioni giuridiche di due forti tendenze in atto nella P.A. ed anche nella Provincia Autonoma: il ricorrere, nel perseguire i propri obiettivi, agli istituti del diritto civile, ponendo in essere negozi giuridici, contratti atipici o tipici e l'utilizzare, in via sempre maggiore, lo strumento del diritto privato in sostituzione o in affiancamento a quello pubblicistico.

In sintesi gli argomenti principali del presente materiale di lavoro sono i seguenti:

  • Ammissibilità dell'utilizzo del diritto civile da parte della P.A.: profili generali
  • Il contratto di diritto pubblico
  • La riforma della l. 241/1990: in particolare, l'art. 1, c. 1-bis Regole civilistiche e rapporti istituiti mediante provvedimento amministrativo
  • L'evidenza pubblica nella prospettiva dell'interazione fra diritto civile e diritto amministrativo
  • Gli accordi fra P.A. e privati
  • L'ammissibilità della stipulazione di contratti e accordi con funzione transattiva
  • Profili organizzativi (cenni)