AMBITI di intervento
Economia del turismo e marketing territoriale
Attività con più ambiti
  • Economia del turismo e marketing territoriale
Data di pubblicazione

04 Febbraio 2026

maggiori Info
Richiedi informazioni

Touristinfo.ai: quando l’AI diventa compagna di viaggio

Julian Palmarin è co-fondatore della startup altoatesina Mediatize, incubata al NOI Techpark, e tra i creatori di Touristinfo.ai, un’assistente virtuale multilingue per destinazioni turistiche.

Touristinfo.ai lavora sull’integrazione di dati in tempo reale (mobilità, meteo, eventi, accessi) per supportare gli ospiti prima e durante il soggiorno e per aiutare le località a distribuire meglio le presenze. Lo abbiamo contattato per farci raccontare in prima persona questa novità e capire quali implicazioni ha avuto e ancora potrà avere sulle destinazioni.

Dalla scelta del viaggio all’esperienza in loco

Julian Palmarin parte da una constatazione semplice: la vera partita oggi non si gioca solo nel “prima”. Le persone arrivano in un luogo già cariche di aspettative, spesso costruite online, ma è quando sono lì che si decide se quell’esperienza sarà davvero memorabile. Per questo Touristinfo.ai nasce con un focus preciso: accompagnare il visitatore nella destinazione. “Noi ci siamo concentrati sulla fase all’interno della destinazione”, racconta. L’assistente non vuole sostituire i canali che orientano la scelta del viaggio, ma intervenire nel momento in cui emergono bisogni concreti: capire cosa fare oggi, come muoversi, dove andare a seconda del meteo o del tempo a disposizione. In questa fase, l’AI può diventare un alleato potente perché lavora su micro-decisioni quotidiane che, sommate, costruiscono la percezione finale del luogo. La logica è esplicitamente quella del passaggio da destination marketing a destination management: il chatbot non è pensato per “convincere a prenotare”, ma per “gestire la destinazione e trasmissione dei valori”.  E questo ha un valore diretto anche per chi vive e gestisce il territorio: una buona esperienza genera racconto, ritorno, reputazione. “il marketing migliore che puoi avere è il passaparola”.

AI come “compagno di destinazione”

Nell’immaginario comune, un assistente AI turistico serve a rispondere a domande pratiche o a distribuire meglio i visitatori. Per Palmarin è molto di più: Touristinfo.ai è pensato come un compagno di destinazione, un interlocutore che “parla il linguaggio di quel luogo” e accompagna l’ospite dentro la sua identità. Questa personalità non è preconfezionata: viene costruita in un percorso lungo di co-progettazione con la destinazione, partendo da persone reali e da ciò che cercano quando arrivano. “Non siamo una soluzione calata sopra le destinazioni, siamo una soluzione creata dalle destinazioni”. Palmarin dettaglia il setup: dura mesi, parte dalla domanda “chi sono i vostri visitatori?” e include la costruzione delle “personas” per costruire un profilo su misura (travel buddy, concierge, assistente turistico locale, ecc.). Il risultato non è quindi un bot neutro, ma un assistente che orienta l’esperienza in modo coerente con le priorità locali: può suggerire alternative meno note, raccontare valori, dare ritmo alle giornate, aiutare a scoprire ciò che rende peculiare quel contesto. È un modo per far emergere la voce del territorio dentro una relazione digitale, evitando che tutto si appiattisca sulle solite “top 10 cose da vedere”. Come già citato nell’articolo “IA & Travel. Come evolvono i siti delle DMO”, emerge anche un confronto diretto con ChatGPT: essendo “non controllato” e probabilistico tende a suggerire solo le icone più famose, facendo sparire sostenibilità economica/ambientale/sociale. Touristinfo.ai invece lavora con regole legate ai valori di destinazione. Inoltre, l’assistente si distingue perché è integrato con dati territoriali live: parcheggi in tempo reale, aperture/chiusure impianti (es. Superski), trasporti locali con info su linee, biglietti, posizione bus, scioperi, noleggi bici.

Fiducia, trasparenza e “fattore umano”

La fiducia, per Palmarin, non è un effetto automatico della tecnologia. Si costruisce per gradi: prima l’utente percepisce utilità, poi inizia a fidarsi, poi adotta davvero lo strumento. Touristinfo.ai parte da un vantaggio chiave: è “AI ufficiale” della destinazione, quindi, beneficia della credibilità dell’ente dato che “la destinazione ha una sua credibilità”. Ma la fiducia si rafforza soprattutto grazie a un comportamento trasparente e non invasivo:  orientare con valori chiari significa non manipolare, non spingere interessi unilaterali, non chiudere la conversazione in un suggerimento unico. L’assistente non si presenta come verità assoluta, né sostituisce le fonti ufficiali: “l’AI non è detentrice di conoscenza ma un modo di velocizzare la comunicazione”. Deve dare risposte rapide e utili, ma anche portare l’ospite alla fonte migliore quando serve. “Deve essere un servizio velocissimo che ti porta all’informazione più affidabile nel minor tempo possibile”. La fiducia nasce proprio dal sentirsi accompagnati con correttezza — e dal fatto che dietro l’AI c’è una regia territoriale, non un algoritmo “senza controllo”. Julian aggiunge un punto importante: “non ti fiderai mai di un’AI almeno per i prossimi due o tre anni”, quindi Touristinfo.ai non prova a fare tutto, ma resta un acceleratore leggero. Per questo scelgono WhatsApp e non integrano widget non proprietari: la chat è fatta per velocità e sintesi, non per navigazione complessa; ad esempio, le mappe restano a servizi specializzati (Google Maps ecc.)

Contenuti e dati: cosa serve perché l’AI “citi bene” la destinazione

Perché l’assistente parli bene di un territorio, serve una base solida. Palmarin torna più volte su questo punto: la qualità delle risposte è la qualità dei dati. All’avvio, molte destinazioni scoprono di avere informazioni sparse, non aggiornate o incoerenti tra loro su canali diversi. L’AI rende visibili questi vuoti: quando una domanda cade nel silenzio, non è solo un limite tecnico, è un campanello d’allarme organizzativo. Da qui nasce un patto di lavoro: la startup costruisce e affina l’assistente, ma la destinazione si impegna a curare i contenuti nel tempo. “loro devono impegnarsi a inserire e curare i dati”. Julian aggiunge che le chat aiutano la destinazione a capire quali informazioni mancavano senza saperlo: se un utente fa una domanda “non coperta”, il team se ne accorge subito e integra il dataset. Un altro aspetto importante è la scelta di non imporre un database nuovo: “siamo noi che ci adattiamo ai loro database, valorizzandoli”. In questo modo l’AI non diventa un ulteriore carico gestionale, ma un canale che fa emergere il valore di ciò che il territorio già produce – purché sia ordinato e mantenuto vivo.

Uno sguardo avanti: che cosa cambia per destinazioni e operatori

Guardando ai prossimi anni, Palmarin immagina l’AI come un canale strutturale, al pari del sito o dell’infopoint. “È un nuovo canale”. Non qualcosa che si attiva e poi si lascia andare da solo: va seguito, alimentato, migliorato. La trasformazione più rilevante però riguarda il lavoro: una parte enorme di richieste informative quotidiane può essere assorbita dall’assistente, liberando tempo agli operatori. E quel tempo, secondo Julian, dovrebbe essere reindirizzato verso ciò che fa davvero la differenza: costruire esperienze, tessere relazioni con la comunità locale, ascoltare i bisogni emergenti, curare i dettagli che rendono un luogo accogliente. “Il tempo che si libera, lo dovrebbero dedicare alla creazione di esperienze”. In questa prospettiva l’AI non sostituisce le persone: alleggerisce il peso dell’operatività ripetitiva e permette agli attori della destinazione di concentrarsi su ciò che è più umano, più situato, più relazionale. E soprattutto ribadisce un principio: la conoscenza di un luogo non viene dall’esterno. “Sono loro che creano la soluzione”. L’AI funziona bene quando amplifica quella conoscenza, non quando la rimpiazza.  E chiude ribadendo due “pilastri non negoziabili”: charta dei valori / turismo valoriale e creazione collettiva dal basso, perché “noi non possiamo neanche avvicinarci alla conoscenza dei destination manager”. Per questo lavorano con incontri ricorrenti per plasmarlo sugli obiettivi locali.

Scopri il mondo tsm

La conoscenza è il nostro Territorio

Nel corso degli anni abbiamo costituito un patrimonio di saperi e di competenze multidisciplinari e d’eccellenza. Un insieme di conoscenze, il nostro Territorio, che mettiamo a disposizione dei cittadini, delle imprese, delle organizzazioni e delle comunità locali, per supportare, attraverso le attività di formazione e ricerca, lo sviluppo equilibrato del nostro Trentino.

I NOSTRI APPROFONDIMENTI

Richiedi info

Richiedi info

Richiedi info