TSM
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Data di pubblicazione
26 Marzo 2025
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UniTrento, legata al territorio, aperta al mondo
Professor Deflorian, come dimostrano le varie classifiche nazionali l’Università di Trento compete con le migliori università italiane, quali sono le sfide più urgenti che l’Ateneo dovrà affrontare nel prossimo futuro?
È vero, l’Università di Trento si distingue da anni nei principali ranking nazionali. Tuttavia, mantenere e rafforzare questa posizione richiede la capacità di affrontare con lucidità e lungimiranza le sfide che il futuro pone di fronte al sistema universitario. Una delle più urgenti riguarda l’evoluzione demografica della società. Il calo delle nascite e l’invecchiamento della popolazione stanno trasformando profondamente il contesto in cui operiamo, imponendo una riflessione su come adattare l’offerta formativa. Sarà quindi fondamentale rafforzare il ruolo della formazione permanente, perché la richiesta di aggiornamento e riqualificazione professionale diventerà sempre più centrale. Accanto a questa trasformazione, emerge un’altra sfida cruciale: garantire una qualità elevata nella ricerca e nella didattica, affinché il sapere generato nell’università possa tradursi in un impatto reale e positivo sulla società, contribuendo al progresso culturale, scientifico ed economico. Infine, sarà fondamentale preservare l’autonomia e la libertà istituzionale dell’università, elementi imprescindibili per garantire un sapere libero e indipendente. Dobbiamo tutelare lo spazio per una ricerca svincolata da condizionamenti esterni e per una didattica capace di formare cittadini consapevoli e dotati di spirito critico.
L’Università e il territorio, come giudica il rapporto fra l’Ateneo e il Trentino, come potrebbe migliorare? Quale contributo può dare l’Università allo sviluppo del territorio?
Il rapporto tra l’Università degli Studi di Trento e il territorio è solido e profondo, come lo è sempre stato fin dalla nascita dell’Ateneo, avvenuta più di sessant’anni fa proprio per volontà della comunità trentina. L’Università è nata come un’espressione del territorio e, nel tempo, ha saputo crescere, evolversi e allargare il proprio sguardo oltre i confini provinciali. Oggi Trento è una realtà accademica aperta all’Europa e al mondo, capace di attrarre talenti e di contribuire alla ricerca globale, senza mai perdere il legame con il contesto locale. Anzi, grazie a questa apertura, porta anche un po’ di mondo in Trentino, favorendo un costante scambio culturale, scientifico ed economico. Per rafforzare ulteriormente questa relazione, il dialogo tra l’Università e il territorio deve rimanere sempre vivo e costruttivo. Un esempio concreto di questa sinergia è il progetto Medicina, che rappresenta un’iniziativa strategica per il futuro dell’Ateneo e del territorio. Il suo sviluppo ha già raggiunto un buon livello di avanzamento e testimonia la capacità dell’Università di rispondere ai bisogni della comunità, formando professionisti altamente qualificati in un settore cruciale per il benessere collettivo.
Si parla molto di Intelligenza Artificiale, fra rischi e opportunità, quali programmi state portando avanti sul tema?
L’Intelligenza Artificiale, in particolare l’IA Generativa, è ormai pervasiva e sta trasformando profondamente le nostre vite. Anche il mondo accademico deve affrontare questa rivoluzione, sfruttandone le opportunità e gestendone con attenzione i rischi, soprattutto sul piano etico e nell’uso responsabile di questa tecnologia. Consapevoli del ruolo cruciale dell’AI, l’abbiamo integrata nel nostro Piano Strategico, con l’obiettivo di rimanere all’avanguardia e guidarne lo sviluppo in modo consapevole e innovativo. Tra le iniziative più significative, abbiamo avviato lo sviluppo di un framework regolatorio per l’utilizzo dell’IA Generativa nelle attività didattiche, di ricerca e amministrative. L’obiettivo è chiaro: sfruttare le potenzialità di questa tecnologia per migliorare la qualità dell’insegnamento, incrementare la produttività della ricerca e ottimizzare i processi gestionali. Un altro progetto chiave è la creazione di una piattaforma scalabile di AI RAG (Retrieval-Augmented Generation) per supportare in linguaggio naturale gli utenti dei Servizi di Ateneo. Questa tecnologia potenzierà l’helpdesk e l’assistenza tecnica, facilitando l’accesso alle informazioni e migliorando la gestione dei grandi archivi di dati. Inoltre, ridurrà il carico di lavoro amministrativo, permettendo al personale di dedicarsi ad attività di maggior valore aggiunto.
L’Università, insieme alla Provincia e alla Regione è socia di TSM. Qual è, a suo giudizio, il ruolo che TSM può svolgere nell’ambito del sistema di formazione provinciale?
Penso che TSM abbia il potenziale per contribuire in modo significativo alla formazione in ambito provinciale, in particolare nello sviluppo di una Pubblica Amministrazione efficiente e dinamica. L’aggiornamento costante delle competenze è infatti una leva essenziale per garantire competitività e innovazione. In prospettiva futura, TSM potrà rafforzare ulteriormente il proprio impatto ampliando il raggio d’azione e sviluppando nuovi percorsi che rispondano alle esigenze di un mercato del lavoro in continua evoluzione.
La conoscenza è il nostro Territorio
Nel corso degli anni abbiamo costituito un patrimonio di saperi e di competenze multidisciplinari e d’eccellenza. Un insieme di conoscenze, il nostro Territorio, che mettiamo a disposizione dei cittadini, delle imprese, delle organizzazioni e delle comunità locali, per supportare, attraverso le attività di formazione e ricerca, lo sviluppo equilibrato del nostro Trentino.

