Benessere della persona, sviluppo organizzativo e ambito sociale
Benessere della persona, sviluppo organizzativo e ambito sociale
Data di pubblicazione
31 Agosto 2026
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Welfare, benessere e mondo del lavoro
di Valentino Santoni
Il welfare aziendale è sempre più diffuso tra le organizzazioni del nostro Paese. Negli ultimi anni tante realtà hanno avviato e sviluppato misure e benefit di welfare per lavoratori e lavoratrici, allo scopo di rispondere ai loro bisogni.
Il Laboratorio di trasformazione sociale “Percorsi di Secondo Welfare” ha stimato che le pratiche di welfare aziendale interessino ormai oltre 4 milioni di lavoratori e lavoratrici dipendenti. Attraverso buoni acquisto e piattaforme – senza considerare quindi le spese per i fondi di previdenza complementare e sanità integrativa – ogni anno le imprese veicolano più di 3,5 miliardi di euro. Una crescita che parte dal 2016, quando la normativa di riferimento è stata aggiornata e ampliata, dovuta anche al fatto che sempre di più, imprese e parti sociali, stanno prendendo consapevolezza del fatto che il welfare d’impresa sia una leva per migliorare il clima aziendale, ridurre il turn-over e le dimissioni, aumentare l’attrattività e, di conseguenza, generare un rendimento migliore nel corso degli anni.
Al tempo stesso, però, le indagini più recenti stanno mettendo in luce alcune criticità relative alla diffusione del welfare aziendale. Persiste una forte segmentazione di questi strumenti. In particolare, tendono a concentrarsi soprattutto nelle grandi organizzazioni e molto meno nelle micro e piccole realtà; si trovano poi prevalentemente nelle aziende che operano in settori produttivi ad alto valore aggiunto – come quello bancario, quello assicurativo o quello metalmeccanico – e molto meno in altri caratterizzati da elevata parcellizzazione (come il comparto agricolo o edile). Infine, si caratterizzano per una profonda disparità territoriale, essendo presenti principalmente nelle aziende del Nord e del Centro-Nord e solo marginalmente in quelle del Sud e delle Isole.
Tenendo a mente queste criticità, il welfare aziendale oggi può essere un’opportunità anche a livello territoriale, nel momento in cui si inizia a parlare di “welfare aziendale territoriale”. Con questo termine si fa riferimento a progetti, azioni e sperimentazioni che, incentrate sul welfare aziendale, sono portate avanti attraverso la costituzione di reti di imprese, sistemi di offerta locale e alleanze multistakeholder. Si tratta, in breve, di formule aggregative che mirano a coinvolgere una pluralità di attori sul territorio, allo scopo di generare un valore sociale ed economico condiviso e non limitato alla singola azienda, come spiegato nel dettaglio dal recente volume “Welfare aziendale e alleanze territoriali” curato da Franca Maino e Valentino Santoni per EGEA (con il supporto di Veneto Welfare).
Gli esempi sono molti. In alcuni territori sono stati realizzati degli asili nido interaziendali, anche grazie al coinvolgimento di Enti del Terzo Settore e delle Amministrazioni locali. Grazie alle nuove tecnologie sono nati dei sistemi di offerta territoriale in cui è possibile far spendere i “crediti welfare” anche (o esclusivamente) nei piccoli esercenti e nelle piccole attività di servizi del territorio. Ci sono poi esperienze di reti multi-attore finalizzate a promuovere l’inclusione lavorativa di persone con disabilità, che coinvolgono gli Enti locali, le scuole, le imprese e il mondo del Terzo Settore.
È proprio di questi temi che si è parlato nel corso del webinar “Welfare, benessere e mondo del lavoro”, organizzato da TSM – Trentino School of Management, al quale ho partecipato con Tamara Jalanbou, responsabile comunicazione e promozione del Gruppo COLSER-Auroradomus.
Dopo un’illustrazione dei dati più recenti sul welfare aziendale sono state presentate alcune esperienze di welfare aziendale territoriale che stanno nascendo nei diversi contesti italiani. Di seguito è stato presentato il piano welfare di COLSER-Auroradomus, realtà cooperativa con sede a Parma, ma operante in diverse aree del Paese, che conta oltre 6.400 tra soci e lavoratori.
Negli anni il Gruppo ha realizzato un articolato piano di welfare, che si caratterizza per ascolto e coinvolgimento attivo delle persone. Inoltre, insieme ad altre 25 imprese del territorio parmense ha dato vita alla rete Welldone, un network che si incontra per favorire lo scambio e la collaborazione proprio sui temi del welfare e del benessere: un esempio concreto di come il welfare aziendale territoriale costituisca una leva di sviluppo territoriale.
Valentino Santoni
Ricercatore presso il Laboratorio Percorsi di Secondo Welfare dal 2016. Nel corso degli ultimi 10 anni è stato coinvolto in numerosi percorsi formativi, di ricerca e di consulenza in materia di welfare aziendale, conciliazione vita-lavoro e welfare aziendale territoriale. È docente per alcuni Master di II livello. Tra le pubblicazioni più recenti si segnala il volume “Welfare aziendale e alleanze territoriali”, curato insieme a Franca Maino per Egea.
La conoscenza è il nostro Territorio
Nel corso degli anni abbiamo costituito un patrimonio di saperi e di competenze multidisciplinari e d’eccellenza. Un insieme di conoscenze, il nostro Territorio, che mettiamo a disposizione dei cittadini, delle imprese, delle organizzazioni e delle comunità locali, per supportare, attraverso le attività di formazione e ricerca, lo sviluppo equilibrato del nostro Trentino.
