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Rifugi cardioprotetti. Cerimonia di consegna dei defibrillatori
QUANDO
DOVE
MUSE – Museo delle Scienze
Percorso Formativo
Il giorno 28 aprile 2018, al Muse e nell’ambito del 66° Trento Film Festival, si è svolta la consegna dei defibrillatori ai custodi di dodici rifugi della provincia di Trento: Tuckett (Brenta), Tosa-Pedrotti (Brenta), Mandrone (Adamello), Altissimo-Damiano Chiesa (Monte Baldo), Rosetta Pedrotti (Pale di San Martino), Roda di Vael (Catinaccio), Vajolet (Catinaccio), Sette Selle (Lagorai), Maddalene (Val di Non), Vallaccia (Monzoni), Sandro Pertini (Sassolungo) e Malga Kraun (Monte di Mezzocorona).
La dotazione di un defibrillatore semiautomatico a ciascuno di questi dodici rifugi è stata resa possibile grazie al progetto Rifugio cardioprotetto, un’iniziativa del Tavolo della montagna, composto da Accademia della Montagna, Soccorso Alpino del Trentino, Collegio delle Guide alpine del Trentino, SAT, Associazione Rifugisti del Trentino e Collegio dei Maestri di sci del Trentino. Due defibrillatori sono stati donati dal Rotary club Trento. Ogni rifugio cardioprotetto sarà riconoscibile da una targa caratterizzata dalle formichine, un contributo dell’artista Fabio Vettori. Il corso per l’uso dei defibrillatori è stato fatto ai rifugisti titolari.
All’incontro, magistralmente coordinato da Iva Berasi, direttrice della Fondazione Accademia della Montagna, è intervenuto Alberto Cucino, medico specializzando in anestesia e rianimazione, Ricercatore presso la Fondazione IRC-(Italian Resuscitation Council), Gruppo Italiano per la Rianimazione Cardiopolmonare. «In caso di arresto cardiaco chiamare i soccorsi può comportare un’attesa di dieci o diciotto minuti, ma compiere una defibrillazione fra i tre e i cinque può aumentare la sopravvivenza dal 50 al 70% — ha detto Cucino nel corso della cerimonia di consegna di defibrillatori e attestati di frequenza al corso per usarli — per questo chi fa la differenza è la comunità, composta da potenziali “soccorritori in borghese” se si condividono consapevolezza e conoscenza».
In Trentino sono circa 350 le persone colpite ogni anno da arresto cardiaco, fra queste un centinaio sopravvive: detto altrimenti, ogni due giorni qualcuno ne muore. Più dell’80% dei casi, tuttavia, avviene in presenza di qualcuno che potrebbe iniziare la rianimazione cardiopolmonare: «Una percentuale ben al di sopra del 10-20% della media nazionale – commenta Cucino – sono numeri che avvicinano il Trentino al Nord Europa, forse anche per una questione di cultura essendo molto diffuso il volontariato nei Vigili del Fuoco o in altre associazioni simili sul territorio».
La campagna Rifugio cardioprotetto è stata sostenuta con la messa in offerta del libro Montagne senza vetta – il coraggio di sentirsi liberi, di Massimo Dorigoni. Patrocinato dal Tavolo della Montagna, contiene i racconti di alcuni tra i più forti alpinisti trentini e italiani.
Il titolo è un monito alla prudenza di non salire in vetta nel caso vi siano pericoli oggettivi o soggettivi. La rinuncia a salire in vetta e il conseguente ritorno a casa non è da me e dagli autori visto come un fallimento, ma come un’occasione per ritornare, nel futuro, su quella montagna che per vari motivi ci ha respinti.
Il sottotitolo è dettato dalla seguente motivazione: liberi di non essere schiavi degli sponsor, liberi di gettare una corda nel vuoto quando sopra la testa imperversa il maltempo, liberi di tornare a casa dai nostri cari quando mancano solo cento metri alla vetta, liberi di sentirci forti nella nostra umiltà, liberi di dire grazie per ciò che si è raggiunto senza sfidare il destino, liberi di scegliere di vivere. Infine liberi di non mettere a repentaglio la nostra vita e quella di chi ci verrebbe eventualmente a soccorrere nel momento del bisogno.
La conoscenza è il nostro Territorio
Nel corso degli anni abbiamo costituito un patrimonio di saperi e di competenze multidisciplinari e d’eccellenza. Un insieme di conoscenze, il nostro Territorio, che mettiamo a disposizione dei cittadini, delle imprese, delle organizzazioni e delle comunità locali, per supportare, attraverso le attività di formazione e ricerca, lo sviluppo equilibrato del nostro Trentino.
